San Cipriano Picentino a rischio alluvione

 

 

 

Il passaggio di consegne sulla gestione degli incendi boschivi, l'accorpamento della Forestale ai Carabinieri, il trasferimento in altra sede di elicotteri antincendio, la scarsità di fondi e mezzi, i fondi che restano inutilizzati per questioni burocratiche e intanto il salernitano continua a bruciare, mentre sul Vesuvio le fiamme non distruggono solo la vegetazione ma anche le micro discariche abusive.

Da più voci ormai si grida contro l'emergenza degli incendi boschivi, basti pensare che il fronte di fuoco sulle colline di Ciorani e Pandola, è attivo da otto giorni, gli operatori che incontriamo sui vari incendi sono tutti scoraggiati, c'è carenza di mezzi, di uomini, di risorse e la siccità non aiuta.

I problemi sono sia di natura civica, ma anche di natura economica come spiega Samuele Elia, piccolo imprenditore agrario ed ex operatore di protezione civile.

"L'incendio al Coriglione - località nel comune di San Cipriano Picentino - con le fiamme che lambiscono il parco comunale, una giornata campale, al telefono con le diverse centrali operative, 115, 112, centrale operativa regionale, 1515 (non più operativa) è l'episodio lampante dell'emergenza che stiamo vivendo.

I Vigili del fuoco giungono sul posto con un camion che non può arrivare dove c'è il fuoco, il caposquadra chiede una camionetta in supporto ma non è disponibile, chiedono un mezzo aereo, anche questo non disponibile.

Ho passato due ore a telefono con le diverse centrali per sentirmi dire sempre la stessa cosa, "non ci sono uomini e mezzi". La squadra dei vigili del fuoco si è messa a tutelare un 'abitazione e, nonostante la buona volontà degli operatori, ha dovuto assistere inerme al dilagare delle fiamme, alla fine il bilancio è pessimo, diversi ettari in fumo.

I richiedenti asilo locali con i ragazzi del forum hanno provato a spegnere con taniche e mazze, senza risultato, la cosa che fa specie è che non c'erano neanche le forze dell'ordine per mettere in sicurezza la zona.

Non è accettabile la scusa della fatalità, da ormai 15 giorni la regione campania ha chiesto lo stato di calamità e da giorni erano previste queste condizioni meteo, il servizio delle comunità montane parte lunedì prossimo, perchè questo ritardo?

I Mezzi aerei dello stato sono stati spostati da Pontecagnano, gli elicotteri piccoli sono pochi, le infrastrutture appena realizzate - come le vasche - sono rimaste inutilizzate.

Gli Ulivi in fumo, la macchia bruciata, il rischio idrogeologico aumenta esponenzialmente, come vorrei non dover sperare ancora nei vigili del fuoco eroi che spalano fango e estraggono persone dalle macerie causate da alluvioni."

La preoccupazione è forte, la zona di San Cipriano Picentino ad esempio, è stata inserita nelle montagne ad alto rischio idrogeologico, questo dovrebbe garantire l'immediato intervento delle squadre antincendio proprio perchè gli incendi aumentano la possibilità che si verifichino smottamenti, frane e alluvioni.

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Ivan Romano

Foto Ivan Romano

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