L'iniziativa a firma del comitato "Noi con Salvini"

 

 

 

La lunga e calda campagna elettorale, comincia a farsi strada tra proclami, annunci, leggi, proposte e manifesti che inneggiano al ventennio.

Il gruppo politico "Noi con Salvini" ha infatti affisso nelle bacheche pubbliche del comune di San Cipriano Picentino, un manifesto che mette a paragone il fascismo e la democrazia e senza neanche dirlo, trova nella dittatura del vent'ennio, maggiori spunti positivi.

Sul manifesto, due ritratti, da un lato quello di Matteo Renzi, dall'altro quello di Benito Mussolini. Sotto il duce campeggia una lista che attribuisce al regime una serie di traguardi come: l'istituzione delle pensioni, l'attribuzione delle case popolari, una legislazione per gli invalidi e soprattutto "ha reso grande l'Italia" e un eloquente "Faceva lavorare tutti, perchè nella patria non dovevano esistere parassiti".

Gli autori del manifesto hanno poi opposto ai meriti del fascismo, i demeriti della democrazia, il tutto sotto il ritratto dell'ormai ex premier Matteo Renzi, accusando la democrazia di aver: tolto le pensioni, tolto la casa agli italiani per darla ai migranti, di dare un sussidio di 1.200 euro al mese per gli immigrati, di far pagare l'Imu agli invalidi, di svendere l'Italia.

Il manifesto è firmato: "Comitato Noi con Salvini di Giffoni Valle Piana" con il provocatorio post scriptum "L'onorevole Fiano è avvisato: accettiamo querele per l'apologia del fascismo, Guido Carpinelli già consigliere provinciale con A. N."

Facile prevedere immediate reazioni, basta ad esempio prendere in esame la citazione delle pensioni per dover specificare che la Cassa Nazionale di Previdenza e la vecchiaia degli operai, è stata fondata nel 1898 e che nel 1919 diviene obbligatoria per 12 milioni di lavoratori, molto prima del decreto del marzo 1933 con il quale la cassa viene rinominata in Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale.

Inoltre l'attacco alla democrazia, alla quale viene inspiegabilmente associato l'ex premier Matteo Renzi, sembra francamente fuori luogo, se non altro per il fatto che Renzi è stato soltanto uno degli attori della democrazia, come attori sono gli stessi parlamentari vicini al movimento di Salvini.

Non si placa dunque il chiacchiericcio intorno a "Noi con Salvini" dopo le critiche per le adesioni di politici e cittadini meridionali a cui si contestato nei mesi scorsi, l'avvicinamento a Matteo Salvini, per anni impegnato in una campagna anti meridionale al limite del razzismo.

Dopo le polemiche con De Magistris, per gli scontri durante la visita del leader a Napoli nel marzo scorso, dopo l'arresto di ieri - 7 agosto - di Ciro Borriello sindaco di Torre del Greco, finito nel ciclone per una indagine di corruzione nella gestione di rifiuti che di recente aveva aderito al movimento di Salvini, c'è da chiedersi quanto tempo passerà prima del nuovo tormentone che sa più di banale ricerca di pubblicità che di minaccia alla democrazia. 

 

Ivan Romano

Foto Michele Palmieri

 

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