L'arcivescovo parla dei fatti di San Matteo

Il ricordo di un San Matteo carico di polemiche e veleni e le conseguenze di una processione da cui escono tutti sconfitti è ancora tristemente vivo e sui fatti riportati da molti media nazionali si è espresso il monsignor Luigi Moretti attraverso i microfoni di Radio Vaticana: "Questa esperienza amara per la città, per la Chiesa, diventerà uno spartitraffico: nulla sarà come prima. C’è stata una offesa alla sacralità della celebrazione. Non importa che abbiano offeso ed insultato il vescovo ma quello che più dispiace è che abbiano profanato". Su questo punto ha insistito Moretti e soprattutto sul volta bandiera di chi, stando a quanto riporta l'arcivescovo, ha tradito gli impegni presi duranti i mesi che hanno preceduto l'evento religioso, in cui si è cercato di trasmettere il messaggio di evangelizzazione e di recupero della sacralità imposto alle feste religiose, dalla Conferenza Episcopale Campana. Per Moretti le ingerenze estranee alla fede hanno fatto si che si scatenassero gli episodi di protesta, "gli stessi portatori - dichiara l'arcivescovo - vivono in contesti con pressioni e interferenze di vario genere. Il santo troppo spesso viene usato per altri scopi". 

 

Dalla Redazione

Foto di Ivan Romano

 

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