Sinistra Italiana firmataria di un esposto sull'Impianto a Biomassa

 

 

 

Ieri, 19 ottobre 2017, Il nostro candidato a Sindaco, Francesco Longo, e il nostro Coordinatore, Federico Arcangelo Marra, assieme ad alcuni cittadini di Scavata Case Rosse, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica e al Sindaco di Salerno in cui si chiede l’immediata sospensione della messa in esercizio dell’impianto a biomassa presente a Scavata Case Rosse.

L’evento su Salute e Vivibilità, tenutosi a Pontecagnano Faiano il 13 ottobre scorso, aveva evidenziato chiaramente la pericolosità di questi impianto e quindi abbiamo ritenuto urgente sollecitare le istituzioni a prendere decisioni immediate e valutare la inadeguatezza del sito che è circondato da abitazioni, attività commerciali, artigianali, di lavorazione delle carni, ludiche, di ristorazione e non da ultimo edifici di recente ristrutturazione che verranno deprezzati.

Come evidenziato nell’esposto, la relazione tecnica non menziona esplicitamente la presenza di abitazioni e altre attività, anzi minimizza i possibili impatti nonostante che nelle planimetrie sono riportate addirittura le distanze con le civili abitazioni che praticamente affacciano sull’impianto.

Oltre alla immediata sospensione, si chiede di avviare le necessarie verifiche ambientali che non sono state fatte in quanto tali impianti non lo prevedono ma si basano solo sulla dichiarazione fatta dai progettisti. 

È già partita la raccolta delle firme a sostegno di questo esposto e nei prossimi giorni saranno dati ai cittadini tutti i dettagli sui punti di raccolta delle firme.

Il testo dell'sposto indirizzato a :

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SALERNO, SINDACO DI SALERNO, SINDACO DI PONTECAGNANO FAIANO, GOVERNATORE REGIONE CAMPANIA, COMANDO VIGILI URBANI – SETTORE AMBIENTE ASL SALERNO – DIRETTORE GENERALE ARPAC – DIRETTORE DIPARTIMENTO PROVINCIA SALERNO

DESCRIZIONE CRONOLOGICA DEGLI ACCADIMENTI

Nell’ottobre de 2016 il Comune di Salerno ha autorizzato la realizzazione di un impianto a biomassa in località Scavata Case Rosse, quartiere al confine col Comune di Pontecagnano Faiano.

Tale impianto è stato realizzato tra giugno e luglio 2017 e già ad agosto l’impianto è stato attivato almeno occasionalmente emettendo fumi tanto da costringere gli abitanti a restare chiusi in casa per ore.

Il borgo di Scavata Case Rosse, pur ricadendo all’interno della zona industriale di Salerno è una zona residenziale di circa 800 abitanti e l’impianto è a ridosso dell’abitato tanto che almeno 4 edifici affacciano direttamente sull’impianto separati da esso semplicemente da via Scavata Case Rosse.

In un raggio di solo 100 metri ricadono le altre abitazioni del borgo, due laboratori per la lavorazione delle carni, 2 pizzerie, negozio di alimentari, altri uffici, depositi e varie attività artigianali, commerciali e ludiche. A circa 200 metri si trova il fiume Picentino, l’abitato di Lamia, e inizia l’abitato di Pontecagnano, densamente popolato e in larga parte costituito da area archeologica.

Apparentemente l’impianto non è in funzione o quantomeno viene acceso saltuariamente come se lo stesso fosse in fase di collaudo. Sabato 14 ottobre 2017 intorno alle ore 19 sono stati uditi dei boati provenienti dall’impianto con l’emissione di fumi dall’odore acre.

Gli occupanti delle abitazioni a ridosso dell’impianto impauriti sono scesi in strada per costatare l’accaduto e il personale presente nell’impianto hanno frettolosamente lasciato l’impianto spegnendolo.

Sono stati chiamati i carabinieri che hanno potuto costatare il fumo e l’odore acre presenti nei pressi dell’impianto e hanno raccolto i nomi dei presenti per la stesura del verbale. La relazione tecnica, visionata attraverso un accesso agli atti depositati presso il Comune di Salerno, NON evidenzia che l’impianto sia realizzato a ridosso di civili abitazioni ma anzi viene sottolineato a pagina 7 quanto segue:

NON menzionando che nelle immediate vicinanze sono presenti civili abitazioni a cui potrebbero arrecarsi rischi particolari da parte dell’impianto. Oltretutto le civili abitazioni sono chiaramente riportate successivamente nelle planimetrie allegate alla relazione tecnica dell’impianto e nella relazione relativa all’impatto acustico con tanto di distanze.

La suddetta relazione NON riporta le schede tecniche del bruciatore a gasolio, del bruciatore a legna da 100 KW, alimentato a legna, e del motore endotermico da 200KW alimentato a syngas. Facendo riferimento ad un motore endotermico di 1000KW e, facendo le dovute proporzioni, ci risulta che un motore endotermico di 200KW emette circa 200.000.000 x m3/h di nano-particelle (come definite dal DPR 37/2009) e considerando un funzionamento continuativo per circa 7500 ore annue arriviamo ad un totale di circa 1.500.000 milioni di nano-particelle oltre alla emissione di PM10, PM 2,5, PM1, etc.. all’anno.

Il presente esposto ha lo scopo di porre all’attenzione dell’Ecc.mo Procuratore della Repubblica e a quanti in indirizzo di quanto accaduto e in prospettiva di quanto potrà accadere riguardo il rischio sanitario e della sicurezza dei cittadini del borgo di Scavata Case Rosse, di quanti svolgono lì la propria attività e per gli abitanti di tutto il comprensorio inclusi i cittadini di Pontecagnano Faiano.

Inoltre, evidenziare i probabili impatti sulle attività economiche insediate nel suddetto borgo come due laboratori per la lavorazione delle carni, 2 avviate pizzerie, negozio di alimentari, altri uffici, depositi e varie attività artigianali, commerciali e ludiche, di quanti hanno investito dal punto di vista immobiliare.

Inoltre, altri casi analoghi sul territorio salernitano ci inducono a credere che i nostri timori sono fondati e oltretutto confermati dalla magistratura, come nel caso della sentenza del TAR emessa ad ottobre scorso contro la realizzazione dell’impianto a biomassa nel Comune di Capaccio dando ragione alla tesi del Comune che ritiene non adeguata la collocazione dell’impianto, che in quel caso è distante dalle abitazioni. Figuriamoci se costruito a ridosso delle stesse.

Pertanto CHIEDIAMO:

a) che l’Ecc.ma Procura della Repubblica e il Sindaco di Salerno dispongano la sospensione immediata della messa in esercizio dell’impianto 

b) che l’Ecc.ma Procura della Repubblica Voglia disporre: o gli opportuni accertamenti sulle emissioni dell’impianto o la valutazione degli impatti ambientali sia delle emissioni dei fumi ma anche dell’approvvigionamento e il trasporto della biomassa necessaria al funzionamento dell’impianto, stimata in circa 1900 tonnellate annue.

Voglia disporre quindi gli opportuni accertamenti sulla adeguatezza dell’area dove è situato l’impianto in ordine ai fatti esposti in narrativa.

c) che l’Ecc.ma Procura della Repubblica Voglia procedere nei confronti dei possibili responsabili qualora in ordine ai fatti esposti in narrativa dovessero emergere eventuali profili di illiceità o omissione.

 

Comunicato Stampa Sinistra Italiana

Foto Freelance News

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