L'artista originario di Tramonti è mancato a 95 anni

 

 

 

Una triste notizia è trapelata nel pomeriggio di oggi - 24 ottobre 2017 - l'artista originario di Tramonti Mario Carotenuto si è spento all'età di 95 anni.

Pittore e ceramista di grande talento, autore di moltissime opere artistiche tra le quali il presepe della sala San Lazzaro del Duomo di Salerno, il maestro viene ricordato anche per qualità umane fuori dal comune.

"Con la scomparsa di Mario Carotenuto se ne va un pezzo della storia culturale e artistica della nostra città - ha dischiarato Vincenzo Napoli sindaco di Salerno. - Al maestro, alcuni anni fa, gli venne conferita dall'allora sindaco De Luca la cittadinanza onoraria di Salerno; questo a riprova di quanto fosse diventato un simbolo della nostra terra.

Viveva nel cuore del centro storico - prosegue Napoli - alle spalle del Duomo in quello che era anche il suo studio, dove immaginava e creava le sue opere. Il suo presepe dipinto era ed è un appuntamento immancabile per i salernitani e per i tantissimi visitatori che affollano le sale del Duomo di Salerno dov'è collocato nel periodo natalizio.

Quest'anno sarà diverso ammirarlo senza di lui, ma sarà anche un'occasione per ricordarlo in tutta la sua grandezza di artista e di uomo. Fu proprio il suo presepe, negli anni Ottanta, a dare vita e a contribuire alla rinascita del centro storico, allora degradato e abbandonato a se stesso.

L'amministrazione comunale tutta è rattristata da questa perdita. Carotenuto amava Salerno e i suoi cittadini. Considerava questa città, insieme alla Costiera Amalfitana, la sua musa ispiratrice. Solo la scorsa settimana il maestro aveva inaugurato, nella sala San Tommaso (nell'atrio del Duomo), una mostra di quaranta autoritratti dove giocava con se stesso, lasciandosi trasportare dalle trasformazioni del tempo.

In un autoritratto, Carotenuto si ritrae leggermente dormiente nel suo atelier dove gli fanno visita i pittori di una vita, quelli per i quali provava grande affinità, da Van Gogh a Caravaggio, da Giorgione a Masaccio, fino a Picasso. Noi - conclude Napoli - oggi, lo vogliamo immaginare così. Vicino e in compagnia di quei grandi maestri che, come lui, non verranno mai dimenticati."

 

Dalla Redazione

Foto Ivan Romano

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