Indagini investigative condotte dalle Procure di Bergamo, Bologna, Messina, Milano, Salerno, e Santa Maria Capua Vetere

 

L'azione congiunta delle Procure di Bergamo, Bologna, Messina Milano, Salerno, e Santa Maria Capua Vetere ha svelato le dinamiche di un traffico internazionale di prodotti anabolizzanti e dopanti in cui aveva un ruolo fondamentale un uomo di 50 anni gestore di una nota palestra di Pontecagnano Faiano e originario del centro dei Picentini anche se stabilmente residente a Bratislava in Slovacchia e ritenuto, stando a quanto riportato dal quotidiano Iil Mattino nella versione on line, elemento di spicco nell'organizzazione che gestiva i traffici di sostanze proibite. Sembrerebbe centrale anche il ruolo della palestra di Pontecagnano gestita direttamente dall'uomo che fungeva, stando alla ricostruzione dei carabinieri, da base logistica per il traffico delle sostanze vietate. I carabinieri hanno provveduto in mattinata a notificare un provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza per due anni al 50enne in conformità a quanto disposto dal tribunale di Salerno che ha provveduto anche al sequestro di beni per un valore totale di 900mila euro. Già nel 2004 l'uomo era stato sorpreso nei pressi del casello autostradale di Caserta Nord, con circa 8000 fiale di sostanze dopanti tra cui nandrolone. All'epoca le perquisizioni portarono a sequestri di sostanze come epo ed eparina e l'uomo fu ritenuto come uno dei principali grossisti di sostanze dopanti e anabolizzanti. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale hanno provveduto al sequestro nei territori di Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano e Bellizzi di beni immobil tra i quali una villetta, due appartamenti, tre box auto, terreni con annessi rustici, un locale adibito a palestra e sei tra conti correnti bancari e postali. Nel provvedimento del tribunale di Salerno sono coinvolti anche la moglie e i due figli dell'uomo intestatari di alcuni dei beni sequestrati che per gli inquirenti sono frutto di attività illecite.

 

Dalla Redazione

Foto di Ivan Romano

 

Seguici anche su: