I commenti del presidente dell'ordine dei medici

 

Su domande dei giornalisti, il presidente dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Salerno Bruno Ravera ha affrontato anche la questione azienda ospedaliera Ruggi e la questione facoltà di Medicina dell'ateneo salernitano. "E' chiaro che i problemi ci sono - ha dichiarato Ravera a proposito del Ruggi - la carenza di personale, le difficoltà varie. La situazione del Ruggi è la medesima di molti ospedali non solo della provincia di Salerno ma della Campania. Questo è dovuto a scelte politiche del passato e ai tagli attuali, va bene il pareggio di bilancio ma non deve risentirne l'assistenza. Noi come ordine dei medici abbiamo scommesso molto sull'azienda ospedaliera universitaria e sulla facoltà di Medicina".

A proposito della facoltà di Medicina, Ravera ha aggiunto: "Io sono per il numero programmato, in Francia c'è ad esempio accesso libero alla facoltà di Medicina e dopo qualche tempo gli studenti vengono sottoposti ad esami per capire chi può andare avanti. Non lo chiamerei numero chiuso, preferisco parlare di numero programmato, tenendo anche conto del fatto che circa il 15% degli iscritti a Medicina poi non arriva alla laurea. Inoltre, chi arriva alla laurea lo fa perché poi vuole lavorare, quindi, devono esserci condizioni favorevoli". Si è parlato anche delle difficoltà nelle lezioni di Medicina dei giorni scorsi, con aule stracolme per la presenza anche dei vincitori del ricorso al Tar: "Le sentenze della magistratura non si commentano - ha detto Ravera - ma io sono per il numero programmato".

A margine del dibattito è intervenuto anche il decano dei giornalisti salernitani Enzo Todaro, che ha proposto un "confronto sulla situazione degli ospedali in provincia di Salerno" e un evento per dare spazio "agli scienziati salernitani impegnati nel mondo nel campo della medicina". Ravera ha quindi dato disponibilità ad un tavolo con i dirigenti del Ruggi nella prima decade di novembre - invitando anche i giornalisti - e ha dato disponibilità anche per la seconda proposta.

 

Marco De Simone

Foto Ivan Romano

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