Operazione dei carabinieri nei Picentini

 

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati”: questa l'ipotesi di reato contestata a dieci persone, destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura. Dieci persone componenti una banda di truffatori specializzata nel costruire ad hoc falsi incidenti stradali. Le complesse ed articolate indagini, che hanno preso avvio dalla denuncia di un compagnia di assicurazione vittima del raggiro e sviluppatesi attraverso intercettazioni telefoniche e l’esame di una mole consistente di materiale documentale, esame incrociato, naturalmente, con altri riscontri investigativi, hanno portato ad individuare una vera e propria associazione a delinquere che, attraverso una collaudata tecnica di ricostruzione “a tavolino” di falsi sinistri stradali, riusciva ad ottenerne il risarcimento da parte delle compagnie assicuratrici. 

Si tratta di un fenomeno ben noto alla cronaca nazionale, con dirette ricadute negative per la collettività attesa la necessità delle imprese assicurative di far fronte alle richieste di risarcimento per migliaia di euro pagati per sinistri del tutto fasulli.  Solo in questa indagine - si legge in una nota della procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno - sono stati individuati quattordici falsi incidenti, con conseguente danno, in termini di risarcimenti indebiti corrisposti dalle compagnie assicurative, pari a 40mila euro, numeri del tutto marginali rispetto alle reali capacità dell’organizzazione, considerata l'estrema 'professionalità' manifestata da parte degli indagati e tenuto conto che sono stati evidenziati solo i falsi sinistri pianificati e direttamente monitorati nel corso dell'attività investigativa (protrattasi per circa diciotto mesi). Il fenomeno appare tanto più inquietante perché la realizzazione capillare di una tale attività delittuosa impone la partecipazione oltre che dei singoli soggetti coinvolti nei presunti sinistri, anche quella - imprescindibile - di professionisti di vari settori tutti inevitabilmente coinvolti nel "giro". Inequivocabili e gravissime sono le responsabilità dei legali (ben tre) coinvolti nelle indagini, in quanto è emersa con assoluta certezza non solo la loro piena consapevolezza della totale falsità dei sinistri denunciati dai loro “clienti”, ma anche, talvolta, il coinvolgimento diretto nella predisposizione della truffa, con l'individuazione delle modalità più utili a superare le difficoltà eventualmente frapposte dalle società assicurative.

Gli incidenti sono stati rappresentati come accaduti nel comune di Giffoni Valle Piana comune in cui risultano risiedere anche tutti gli arrestati, condotti, tranne uno che è ancora ricercato, presso le loro abitazioni in regime di arresti domiciliari. Sono in corso ulteriori indagini per portare alla luce altri sinistri stradali falsamente rappresentati ma effettivamente risarciti, ed evidenziare il coinvolgimento di altri soggetti nell’attività delittuosa. Ancora in corso le operazioni di perquisizione che attingono gli arrestati.

 

La Redazione

Foto Ivan Romano

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