Il lavoro di tutela del patrimonio contro le frodi sui Beni Culturali

 

Monitorare l'indotto antiquario e accertarsi che nell'ambito del commercio di beni antichi non ci siano elementi di interesse archeologico, che per legge dal 1939 sono fuori commercio: questa la mission principale del gruppo tutela patrimonio archeologico della Guardia di Finanza, di base a Roma, presente con uno stand - come da oltre dieci anni a questa parte - alla borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum. Con Freelance News abbiamo intervistato il Tenente Colonnello Massimo Rossi, che coordina il gruppo: "Siamo 52 unità a Roma e abbiamo varie cellule operanti sul territorio italiano - ha dichiarato Rossi - da oltre dieci anni siamo qui alla BMTA".

Massimo Rossi chiarisce che la "detenzione" di un bene archeologico è concetto differente dalla "proprietà" del bene archeologico: la proprietà di un bene archeologico è sempre dello Stato, mentre per detenzione si intende possesso del bene, nel senso che lo Stato concede ad un privato di tenerlo. "Non esistono collezioni private - precisa il Tenente Colonnello Rossi - a livello terminologico è una distinzione importante da fare. Inoltre, come gruppo della guardia di finanza, vigiliamo anche sulla movimentazione dei beni culturali ed effettuiamo rogatorie internazionali".

Sono Lazio, Campania, Puglia e Sicilia le regioni più martoriate - spiega il Tenente Colonnello Rossi - da reati legati al settore archeologico: "In questi territori è molto diffuso il fenomeno dello scavo clandestino - riferisce l'ufficiale delle fiamme gialle - il nostro lavoro è di importante supporto a quello effettuato dalle soprintendenze, ma è chiaro che ci vogliono strumenti più efficaci, in quanto il patrimonio da tutelare è talmente vasto e diffuso che è difficile vigilare in toto". Massimo Rossi chiarisce: "Chi viola la normativa vigente in materia va incontro ad una sanzione di soli 504 euro, le pene vanno inasprite, altrimenti il fenomeno dello scavo e del commercio clandestino non può essere contrastato".

 

 

Marco De Simone e Ivan Romano

Foto di Ivan Romano

 

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