In manette l'ultimo componente della banda smantellata da Antigone

 

E' stato tratto in arresto questa mattina, presso l'aeroporto di Roma Fiumicino, un cittadino romeno di 28 anni, ricercato dallo scorso 12 aprile, quando in provincia di Salerno i carabinieri del comando provinciale misero in atto l'operazione Antigone, che portò allo smantellamento di un gruppo di cittadini romeni, dediti al reclutamento e allo sfruttamento della prostituzione. I militari diedero esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno, a carico di sei cittadini di nazionalità romena, per i reati di "associazione dedita al reclutamento ed allo sfruttamento della prostituzione, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e rapina aggravata".

L’indagine, condotta con metodi tradizionali supportati da attività tecniche, consentì in meno di un mese di smantellare un’organizzazione, con base a Santa Cecilia di Eboli, costituita da soggetti che favorivano e sfruttavano l’attività di prostituzione di donne romene, assicurandone la relativa “protezione”, dietro l’imposizione di un corrispettivo fissato in 150 euro per ciascuna. Le investigazioni, all’epoca disvelarono nei particolari le modalità con le quali avveniva la gestione del meretricio sulla fascia costiera ebolitana; l’organizzazione infatti si preoccupava che le connazionali da loro protette potessero fruire delle posizioni più favorevoli (gli spartifuoco più in vista ovvero le piazzole di sosta più ampie così da consentire alla “clientela” di potersi fermare senza recare intralcio) ad adescare i clienti, allontanando prepotentemente, con violenze fisiche e psicologiche, chiunque non fosse in grado di corrispondere il prezzo imposto per questo genere di “servizio”, esercitando così un vero e proprio monopolio dell’illecita attività in parola.

Al riguardo, gli stessi sodali, attraverso una precisa assegnazione di compiti, procuravano alle donne sfruttate una sistemazione alloggiativa per tutta la loro permanenza sull’area in esame, intervenendo sia per garantire loro riparo in caso di frequenti controlli da parte delle forze di polizia, sia per scongiurare episodi di violenza nei loro confronti da parte di altre prostitute di diversa etnia ovvero di “clienti insolventi”. Inoltre, la vigilanza nei confronti delle “protette” era assiduamente garantita durante tutto lo svolgimento dell’attività di meretricio, mediante un vero e proprio servizio di ronda, a bordo di potenti autovetture. Infine, al termine della giornata, il “gestore della piazza” provvedeva a riscuotere il prezzo imposto, sia per la protezione, sia in percentuale sul guadagno della giornata. Lo scorso aprile, il blitz che ha portato agli arresti.

In quella occasione furono tratti in arresto quattro dei sei indagati, mentre due non furono rintracciati: uno dei due è stato successivamente rintracciato in Romania e tratto in arresto lo scorso 30 settembre, mentre l'ultimo rimasto, il 28enne, è stato fermato questa mattina. Entrambi, poco prima del blitz, avevano deciso di tornare in Romania. Relativamente all 28enne, essendosi reso irreperibile sul territorio nazionale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno hanno attivato tutte le procedure per la sua cattura anche fuori dai confini nazionali, mediante la cooperazione internazionale con Interpol. In tale contesto, l'uomo è stato localizzato proprio in Romania, sulla scorta delle risultanze investigative fornite dai Carabinieri del citato Nucleo, e tratto in arresto dalla polizia rumena per i reati ascritti, mediante procedura di cooperazione internazionale, a seguito della quale è stata avviata la procedura di estradizione. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Rebibbia.

 

Dalla Redazione

Foto Ivan Romano






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