Sequestrati due impianti, ma i lavori vanno avanti

 

Sette le persone denunciate nell'ambito dell'operazione dei carabinieri del nucleo operativo ecologico del comando provinciale di Salerno, agli ordini del capitano Giuseppe Ambrosone: i militari hanno posto i sigilli a due impianti di cantiere del gruppo Marinelli situati nel cantiere di Salerno Porta Ovest, dove si sta realizzando il traforo che metterà in collegamento la zona portuale con la zona di via Alfonso Gatto - via Moscato. Nel dettaglio sono stati posti sotto sequestro un impianto per la produzione di calcestruzzo e un impianto per la frantumazione, vagliatura e selezione di materiali inerti. Gli inquirenti hanno riscontrato che il "legale rappresentante della società di gestione degli impianti aveva installato ed attivato un impianto per la produzione di calcestruzzo ed un impianto per la frantumazione, vagliatura e selezione di materiali inerti in assenza della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera".

"Inoltre - si legge nella nota dei carabinieri - la procura della Repubblica ha proceduto nei confronti di sette persone, il legale rappresentante dell’impresa di gestione degli impianti, e ad altre sei a vario titolo coinvolte nella vicenda, circa l’illecita gestione di rifiuti speciali, quali le terre e rocce da scavo provenienti dalla realizzazione della galleria, gestione effettuata nell’ambito del piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo in assenza della prescritta e valida autorizzazione di legge, ciò in violazione dell’art.256/1 del Codice dell’Ambiente". L'operazione è stata eseguita dai militari su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Elisabetta Boccassini e coordinata dai sostituti procuratore Carlo Rinaldi e Marinella Guglielmotti.

Il cantiere di Porta Ovest tuttavia va avanti: i materiali dovranno quindi arrivare adesso dalla cava del Cernicchiara.

 

Marco De Simone

Foto Ivan Romano

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