Sette persone coinvolte nel giro: gli incontri avvenivano a Sant'Egidio del Monte Albino

AGGIORNAMENTO POST CONFERENZA STAMPA - E' partita dalla denuncia di un adulto l'indagine che ha portato all'esecuzione di una misura cautelare nei confronti di sette persone, tra le province di Salerno e Avellino, con le ipotesi di reato - a vario ritolo - di sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni. Come riferito in una nota dal procuratore Erminio Rinaldi, le indagini sono iniziate nel novembre del 2013 "a seguito di una denuncia per aggressione, presentata dal padre di una delle vittime, dopo aver sorpreso, presso la propria abitazione, un adulto intento a consumare rapporti sessuale con due minorenni mentre la figlia 16enne cercava di impedirgli l'accesso nell'abitazione". I carabinieri hanno quindi iniziato ad indagare tramite metodi tradizionali ed intercettazioni telefoniche, sentendo le parti offese (che, evidenziano gli inquirenti, hanno sostanzialmente collaborato) alla presenza di uno psicologo, tramite analisi degli annunci pubblicati su Internet, con i quali i minori attiravano i clienti e tramite l'analisi incrociata dei tabulati telefonici.

A conclusione delle indagini (chiusesi nell'aprile del 2014) i carabinieri sono riusciti ad identificare sette adolescenti, precisamente quattro ragazzi e tre ragazze, all'epoca dei fatti di età compresa tra i 15 e i 17 anni, dediti al meretricio. Su Internet, inoltre, i militari hanno individuato annunci inseriti dagli adolescenti, annunci in cui si offrivano prestazioni sessuali in cambio di denaro; la natura degli incontri era sia omo che eterosessuale oltre che di gruppo; a seconda della natura e della prestazione il corrispettivo variava tra i 40 e i 200 euro: i carabinieri hanno identificato i destinatari delle prestazioni sessuali.

Gli incontri avvenivano in una abitazione di Sant'Egidio del Monte Albino, di proprietà di uno dei sette fermati: l'uomo, nel dettaglio, è destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere. Gli inquirenti hanno scoperto che, per concedere la propria casa per gli appuntamenti di natura sessuale, pretendeva una quota tra i 20 e i 30 euro per ogni appuntamento: oltre a concedere la propria abitazione, l'uomo in alcuni casi procacciava clienti per i minorenni coinvolti nel giro. "Sono al vaglio dell'autorità giudiziaria - si legge nella nota della procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno - numerose altre posizioni, relative a diversi clienti risultanti dall'attività investigativa quali frequentatori dei predetti minorenni, sui quali sono in corso ulteriori indagini per la loro identificazione".

 

Marco De Simone

Foto Ivan Romano

 

Sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni: con queste accuse sette persone, a vario titolo, sono state fermate dai carabinieri. I fermati sono residenti tra le province di Salerno e Avellino: ad eseguire le operazioni i carabinieri del comando provinciale di Salerno, su provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il locale tribunale, che ha emesso il provvedimento su richiesta della procura. Nel dettaglio, una persona è destinataria di misura di custodia cautelare in carcere, quattro persone di misura di arresti domiciliari e due persone sono destinatarie della misura dell'obbligo di dimora.

Per quanto riguarda le ipotesi di reato, una persona è accusata di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, mentre le altre sei sono accusate di atti sessuali con minorenni. I carabinieri hanno inoltre dato inizio a tre decreti di perquisizione personale e domiciliare - su disposizione dell'autorità giudiziaria - nei confronti di altrettanti indagati, per l'ipotesi di reato di atti sessuali con minorenni. Secondo quanto emerso dalle indagini gli adolescenti coinvolti nella vicenda (minorenni tra i 15 e i 17 anni) attiravano i clienti attraverso annunci pubblicati su Internet. Gli incontri avvenivano presso l'abitazione di uno degli indagati, che pretendeva una quota per ogni incontro effettuato. Ulteriori dettagli saranno forniti dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa.

 

Marco De Simone

Foto Ivan Romano

 

 

 

 

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