Il commento del sindaco di Salerno

 

Oltre mille migranti (1036 per la precisione), tra i quali numerose donne in stato interessante, molti minori - alcuni senza genitori - e molte persone affette da scabbia: imponenti le misure di sicurezza al porto di Salerno per lo sbarco dei migranti siriani, con polizia, esercito, guardia costiera, protezione civile, Asl e volontari impegnati sul posto. Particolarmente impegnativa la fase della profilassi delle persone sbarcate. I mille sbarcati non resteranno tutti sul territorio di Salerno e provincia: nel salernitano resteranno infatti circa 250 persone.

“E’ un dovere civico e morale accogliere ed assistere chi ha bisogno di aiuto e Salerno lo ha fatto egregiamente, mostrando il suo volto civile e democratico – dice Franco Tavella, segretario generale Cgil Campania – ma l’Italia non deve essere lasciata da sola. Il Governo deve porre la questione immigrazione al centro dei tavoli di Bruxelles perché la solidarietà non può avere bandiere nazionali, ma deve essere un problema comunitario. Salerno, dal canto suo, può dare il proprio contributo affinché, finalmente, il Mediterraneo diventi un mare di scambio e di pace e non di morte e divisione”.

“Si tratta – sottolinea Anselmo Botte, responsabile del Dipartimento Immigrazione della Cgil Salerno - di siriani, che fuggono da una guerra civile che ha mietuto e sta mietendo centinaia di migliaia di vittime, di libici, eritrei, libanesi che convivono con situazioni di estremo degrado e povertà. Chiedo a tutti coloro che storcono il naso o si lasciano andare a dichiarazioni xenofobe e razziste cosa avrebbero fatto se fossero stati al loro posto, in paesi martoriati da terribili violenze e disumana crudeltà”. Con Botte sul posto anche i mediatori culturali della Cgil, il delegato Flai, Rachid Bensadi, e Jamal Quaddorah, responsabile del Dipartimento Immigrazione della Cgil Campania.

"Siamo impegnati già dal 12 dicembre come Caritas sulla questione migranti, da quando è iniziata l'operazione Mare Nostrum - ha detto don Vincenzo Federico della Caritas - sul territorio salernitano, a parte il lavoro di oggi, ci sono già 300 persone che prestano la loro opera in favore dei meno fortunati, in particolare nei comuni di Montesano sulla Marcellana, Sicignano degli Alburni, Padula, Capaccio, così come ci sono volontari in tutta la Campania e anche nelle altre regioni d'Italia". Don Vincenzo Federico ha aggiunto: "La Caritas opera con mediatori culturali, permettendo a queste persone di imparare l'italiano, quindi permette loro di praticare lo sport, in attesa che la questura li identifichi e la commissione territoriale competente riconosca loro lo status di rifugiati. Le comunità locali sono molto sensibili all'operato della Caritas".

"Faremo la nostra parte per accogliere una parte dei migranti sbarcati a Salerno - ha dichiarato il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca - è doveroso dare un contributo di solidarietà a gente che fugge dalle guerre, dalle persecuzioni razziali, dalle violenze, dalle malattie. Lasciamo da parte la politica politicante, soprattutto di fronte agli occhi sgranati di bambini disperati. Faremo il massimo sforzo consentito alle nostre strutture. Salerno non respingerà via nessuno; il nostro primo dovere è salvare la vita di queste persone. Certo, è evidente che l'Italia da sola non ce la farà: bisogna aprire in modo concludente un ragionamento con l'UE, chiedendo all'Europa di farla finita con le chiacchiere e la finta solidarietà e di mettere a disposizione risorse e strutture tecniche per affrontare questa situazione".

 

Dalla Redazione

Foto Ivan Romano

 

 

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