Nel corso dell'incontro tra sindacati e Asi è saltata fuori l'ipotesi legata alla ex fabbrica salernitana

 

Delocalizzare le fonderie Pisano, spostandole dalla loro collocazione attuale (nella zona tra Fratte e Baronissi) nella zona inustriale di Salerno, precisamente al posto dell'ex Pennitalia, storica fabbrica salernitana che ha, purtroppo, di recente chiuso i battenti. All'incontro tenutosi in mattinata, al quale hanno partecipato i comitati, l'azienda e le sigle sindacali, si è discusso appunto di questo: “Abbiamo chiesto all’Asi – ha riferito Anselmo Botte della Cgil - di individuare un’area in cui delocalizzare l’azienda. L’ubicazione attuale, infatti, è in contrasto sia con lo sviluppo della città che con quello delle Fonderie, visto che la dirigenza ha in programma di fare della fabbrica un vero e proprio polo meccanico che necessita, quindi, di spazi più ampi per espandersi. Attualmente – conclude Botte - sono 200 i lavoratori impiegati nelle Fonderie e il prodotto viene lavorato da 400 unità sparse in tutta Italia. Inutile dire che cercare di condensarle nell’area salernitana sarebbe per l’intera città motivo di vanto e fonte di sviluppo ed occupazione”.

“Le fonderie Pisano sono una realtà storica del tessuto produttivo della nostra provincia – precisa Matteo Buonagiunto, segretario generale Fiom Cgil Salerno - e qualsiasi ipotesi di delocalizzazione non può prescindere da Salerno e da un raggio comunque vicino alla città”.

“Questo dovrebbe essere il normale iter per poter continuare a garantire l’occupazione sul territorio salernitano, con attenzione alla produzione di qualità ma, ovviamente, anche nel rispetto e nella salvaguardia oltre che dell’occupazione, dell’ambiente – dice Maria Di Serio, segretaria generale Cgil Salerno - Una società moderna si muove su queste basi per garantire la salute dei cittadini ed il diritto al lavoro”.

“Valutiamo positivamente l’incontro di questa mattina” ha aggiunto Anselmo Botte. Nei mesi scorsi era invece venuta fuori la possibilità, o meglio l'eventualità di poter delocalizzare le fonderie nell'area assegnata per la costruzione dell'inceneritore, nel territorio di Cupa Siglia, al confine tra il comune di Salerno e la zona dei Picentini. Non lontano, tuttavia, sono presenti già un cementificio e una discarica: l'ipotesi sembra tuttavia tramontata, in quanto successivamente il governo Renzi ha previsto la nomina di un commissario straordinario per la realizzazione dell'inceneritore, che in precedenza sembrava invece improbabile, tanto da spingere appunto alcuni politici a proporre la delocalizzazione delle fonderie proprio nell'area del termovalorizzatore. Contro la costruzione dell'impianto si sono già espressi gli esponenti salernitani e picentini del Movimento Cinque Stelle, annunciando una iniziativa per il prossimo 25 luglio.

Tornando alla questione fonderie, ill prossimo 31 luglio è previsto un nuovo incontro. "Per quella data - riferisce in una nota la Cgil Salerno - l’Asi si è impegnata a fornire ipotesi di delocalizzazione".

 

Marco De Simone

Foto dalla rete

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