Terzo sbarco sulle coste di Salerno / INTERVISTA AL PREFETTO / IL COMMENTO DI DE LUCA

 Grigio gigante tra le onde, la nave anfibia San Giusto della Marina Militare italiana è approdata alle ore 15 all’interno del porto di Salerno col suo carico di anime traghettate dalla speranza di un domani meno nuvoloso. E’ la terza volta che Salerno è meta di uno sbarco, sono 1406 i migranti accolti, tra cui numerose donne e bambini, provenienti per lo più da Siria, Eritrea e Somalia, sono stati suddivisi in gruppi di trenta, scortati da volontari dell’Humanitas e dalle forze dell’ordine in cammino stanco verso l’identificazione forzata ed un successivo anonimato da affrontare imbarcandosi poi su pullman diretti ai centri di prima accoglienza stabiliti dal Ministero dell’Interno.

La polizia di Salerno ha inoltre provveduto a bloccare ed identificare sei presunti scafisti di origine nordafricana presenti sulla nave in mezzo ai migranti. Tra le persone sbarcate anche numerosi bambini e donne, alcune delle quali in stato interessante. Alcune persone sono state visitate e pare avessero la scabbia: sono ovviamente scattati i protocolli di sicurezza. Restano vivide in mente le espressioni di queste persone già etichettate dal destino, sorridenti nonostante tutto.

Anime in fuga dalle proprie radici, chi viene costretto a fuggire dalle proprie radici è stato violentato all’interno, strappato al cordone ombelicale della madre terra. Queste persone fuggono per espiare le nostre colpe, sviluppatissimi abitanti del mondo occidentale. Ogni migrante dovrà combattere contro gli stereotipi e quella condizione di “diversità” che ancora oggi serpeggia per le strade, ognuno di loro verrà additato. Vittime moderne di un paese che non conosce memoria, non ricorda di essersi speranzosamente sospinto al di là delle colonne d’Ercole un tempo, in cerca di analoga fortuna. 

 

Alfredo Mercurio

Foto Ivan Romano

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