I sei erano a bordo della nave militare San Giusto

Sei gli scafisti tratti in arresto dalla polizia in occasione del terzo sbarco a Salerno nell'ambito dell'operazione Mare nostrum: i dettagli sono stati illustrati questa mattina in questura nel corso di una conferenza stampa. Gli scafisti, di etá compresa fra i 24 e i 43 anni, quattro di origine tunisina, uno sudanese ed uno proveniente dall'Eritrea, sono stati tratti in arresto grazie alla preziosa testimonianza di 20 migranti che, dopo aver vinto le remore iniziali (temevano infatti per l'incolumità dei propri congiunti ancora in stallo sul suolo libico, intimoriti da eventuali ritorsioni perpetrate dalle organizzazioni criminali presenti in Libia) hanno fornito preziose indicazioni per l'identificazione degli scafisti, che erano stati trasportati sulla nave militare San Giusto

Gli scafisti, ora rinchiusi nel carcere di Fuorni, erano al timone di sei barconi, uno dei quali ribaltatosi in mare nei giorni scorsi, numerosi i dispersi in seguito al ribaltamento. Stando alle ulteriori testimonianze dei migranti, la spesa affrontata per l'incerto viaggio della speranza ammonterebbe a una cifra compresa fra i 1000 e i 1700 dollari: giá vittime di un sistema che li vuole fuggiaschi dalle proprie radici, i migranti devono anche sottostare alle angherie di chi specula sul loro dolore. I barconi sono salpati dalle coste della Libia, dai porti di Bengasi e Zuara fra il 31 luglio ed il 1 agosto. I sei scafisti, come anticipato, sono detenuti presso la casa circondariale di Fuorni e rischiano di incorrere in pene pesanti, con aggravanti che potrebbero essere commutate in 20 anni di detenzione. Le operazioni della squadra mobile sono tutt'altro che terminate, si attendono ulteriori sviluppi nel corso delle indagini.

 

Alfredo Mercurio

Foto Ivan Romano

 

LEGGI ANCHE:

Mare nostrum, terzo sbarco al porto di Salerno

Sbarco migranti, De Luca: "L'Europa si svegli"

Sbarco, il prefetto: "Saremo sempre pronti"

Seguici anche su: