Clamorosa svolta nelle indagini sul ritrovamento del cadavere carbonizzato / LE INDAGINI / IL RITROVAMENTO

 

Ha un nome e cognome il cadavere ritrovato a Montecorvino Rovella, lo hanno reso noto i Carabinieri del Nucleo Operativo di Salerno a seguito delle indagini aperte per la denuncia di scomparsa effettuata la mattina del 7 luglio da una donna di Montecorvino Pugliano, risultata essere la moglie della vittima. Le indagini hanno così svelato l'identità del cadavere attraverso la descrizione offerta durante la denuncia di scomparsa, si tratta di un uomo di 69 anni, tale Romano Di Francesco con precedenti penali residente anch'egli a Montecorvino Pugliano. Gli inquirenti hanno provveduto a sottoporre a fermo di polizia i due figli della vittima, un uomo e una donna di 42 anni e 44 anni con l'accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il movente probabilmente è da ricercare nelle continue vessazioni che i due figli dovevano subire da Romano Di Francesco. I carabinieri hanno provveduto al sequestro della ditta familiare, sempre nel comune di Montecorvino Pugliano.

 

Ivan Romano

 

LA NOTA UFFICIALE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI SALERNO

Nelle prime ore della mattinata odierna i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno e della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito un fermo di polizia giudiziaria, emesso dalla locale Procura della Repubblica (d.ssa Cardillo) nei confronti dei fratelli D.F. G. (del ’72) e D.F. S. (del ’70), entrambi di Montecorvino Pugliano (SA), ritenuti responsabili il primo di omicidio volontario e distruzione di cadavere e la seconda di concorso nel reato di distruzione di cadavere.

Il 6 agosto scorso, infatti, un pastore aveva segnalato ai Carabinieri di Montecorvino Rovella (SA) la presenza di un cadavere completamente carbonizzato, lasciato ai bordi di una strada interpoderale. Dal rinvenimento del corpo, del quale rimaneva solamente una parziale preservazione del volto e un orologio di metallo al polso, sprovvisto di documenti o di altro che ne agevolasse l’identificazione, hanno avuto inizio una serie di attività di indagine, con l’intervento sul posto della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Salerno, che ha operato congiuntamente al medico legale un primo esame esterno, determinando la natura omicidiaria dell’evento.

La ricostruzione della scena del crimine ha consentito di stabilire che la vittima, un uomo della verosimile età di 60-70 anni, senza denti e di corporatura esile, aveva subito violente percosse, con sfondamento dello sterno e fratture multiple, era stata occultata in un sacco di stoffa, legata con nastro adesivo e fili elettrici alle mani ed ai piedi e trasportata sul luogo del ritrovamento, ove veniva rinvenuta completamente carbonizzata.

La svolta alle investigazioni ha avuto luogo nella mattinata di ieri 7 agosto, quando una donna di Montecorvino Pugliano (SA) si è recata presso la locale Stazione Carabinieri per denunciare la scomparsa del marito, tale DI FRANCESCO Romano, 69enne del luogo. La donna, infatti, ha riferito ai Carabinieri che il congiunto si era allontanato dall’abitazione nel pomeriggio del 5 agosto, senza rientrare, dando poi una descrizione fisica che per analogie di età e tratti somatici è stata immediatamente messa in relazione al soggetto trovato carbonizzato.

L’immediata attività investigativa, condotta congiuntamente dal Nucleo Investigativo di Salerno e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Battipaglia, anche attraverso attività tecnica e a seguito di una puntuale ricostruzione della dinamica dell’omicidio, ha consentito di:

-       appurare che la vittima era effettivamente DI FRANCESCO Romano di Montecorvino Pugliano (SA), coniugato, pregiudicato per reati contro la persona e il patrimonio;

-       ricondurre la responsabilità dell’omicidio al figlio D.F. G. che, nelle prime ore del pomeriggio del 5 agosto u.s., nel corso di una colluttazione scaturita nell’abitazione della vittima a causa di violenta aggressione del padre nei confronti della madre (M.A., 67enne) e della nipote, avrebbe colpito il proprio genitore con calci e pugni, cagionandogli lesioni mortali. L’indagato avrebbe successivamente occultato il cadavere all’interno di un sacco, lasciandolo nella cucina dell’abitazione fino a tarda notte;

-       riscontrare il ruolo della figlia della vittima, D.F. S., che, pur non presente al momento dell’omicidio, una volta rincasata avrebbe agevolato il fratello nel trasporto del cadavere e nella distruzione sul luogo ove è stato rinvenuto;

-       escludere ogni genere di coinvolgimento, nell’efferato delitto, di forme di criminalità comune ovvero di tipo organizzato.

Nel corso dell’ispezione presso l’abitazione della vittima e dai rilievi tecnici esperiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche è emerso che DI FRANCESCO Romano non ha mai lasciato la propria abitazione, dove sono state rinvenute e repertate tracce ematiche riconducibili alla stessa vittima, ritenute compatibili con la ricostruzione del fatto delittuoso. Durante la perquisizione domiciliare è stata sequestrata una pistola cal. 7.65 tipo “Mauser” illecitamente detenuta dalla vittima.

Gli arrestati, che in sede di interrogatorio hanno reso piena confessione al PM avvalorando così pienamente le ipotesi investigative oggettivamente risultanti dalle attività d’indagine, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Salerno, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

 

Foto di Ivan Romano

 

 

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