Legambiente protesta davanti ai cancelli dello stabilimento dell'ex tabacchificio ATI di corso italia a Pontecagnano Faiano.
Un presidio per protestare contro l'incuria e la mancata bonifica dell'area caratterizzata dalla presenza di amianto che ha visto protagonisti volontari di Legambiente e residenti preoccupati dallo stato di abbandono dell'intero sito. Tra i manifestanti Michele Buonomo presidente Legambiente Campania, Giuseppe Mancini e Carmine Spina volontari del circolo Occhi Verdi di Pontecagnano Faiano e Rolando D'Elia, medico a chirurgia pediatrica al Ruggi di Salerno, tutti insieme per chiedere la messa in sicurezza dell'amianto presente nella struttura che una volta era tabacchificio.
Un sito storicamente problematico non solo a causa della presenza dell'amianto ma in passato al centro di un caso legato allo sgombero di alcuni extracomunitari. Lo stesso comune si era attivato per provvedere insieme alla proprietà dell'impianto ad un lavoro di bonifica che ad oggi non è ancora stato effettuato.
 
Rolando D'Elia: "L'amianto sino a che è integro non è pericoloso ma a lungo andare si delamina e la delaminazione porta alle fibre che possono essere inalate; gli effetti dell'esposizione all'amianto possono verificarsi anche dopo decenni, l'amianto delaminato è pericoloso. Può provocare il mesotelioma pleurico, una patologia che ha una altissima mortalità e per la quale i risultati sono gli stessi, scarsi, di 40 anni fa".
 

Michele Buonomo: "Questo posto prima era simbolo di produttività e ricchezza, ora purtroppo è simbolo di degrado, degrado sociale, economico e in particolare pericolosità per la salute pubblica. L'amianto se resta integro non è pericoloso ma purtroppo non è il caso di questo ex tabacchificio. Chiediamo alle istituzioni di intervenire, il comune ha fatto un censimento delle strutture ma la cosa non è andata avanti, difficilmente i privati dichiarano di avere dell'amianto in quanto i costi per lo smaltimento dell'amianto sono elevati, in questo le istituzioni devono incoraggiare i privati con degli incentivi. Chiediamo, in ogni caso, che l'amministrazione comunale metta in sicurezza, di concerto con i privati, questa struttura che si trova in pieno centro abitato".

 

Ivan Romano

Foto Ivan Romano e Teresa Biancorrosso

 

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