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L'incontro organizzato da Femminile Palestinese

 

 

 

Nella serata di giovedì 15 giugno, press il chiostro Ave Grazia Plenae di via dei Canali a Salerno, si è discusso di Palestina, ricordando la storia di Vittorio Arrigoni, volontario internazionale e corrispondente per Il Manifesto durante l'operazione "Piombo fuso" morto nel 2011 a Gaza.

Presenti al convegno organizzato da Femminile Palestinese: Omar Sulleman presidente della comunità palestinese della Campania ed Egidia Beretta, autrice del libro “Il viaggio di Vittorio” madre del volontario, ucciso in Palestina.

“Noi abbiamo il diritto di vivere da persone libere, nella nostra terra – dice Omar Sulleman - due terzi di palestinesi vive in esilio nei campi rifugiati, 1,8 milioni di palestinesi vivono nella striscia di Gaza, 35 km quadrati con la responsabilità anche dei criminali della’Autorità Nazionale Palestinese.

Se si parla della questione palestinese, è anche merito di Vittorio Arrigoni, del suo sacrificio, di Egidia Beretta che porta in giro la sua esperienza di madre e grazie anche a tutti i volontari e attivisti internazionali che dedicano la propria vita al popolo palestinese”.

“Una ricerca assillava Vittorio – spiega la madre Egidia - la ricerca di capire come mai era venuto al mondo, lui sentiva la necessità di viaggiare dando una mano agli ultimi. Probabilmente Vittorio, ha sentito una chiamata, questa chiamata lo ha portato in Perù e da lì in giro nei campi di lavoro volontario.

Il suo modo di andare per questi paesi, era quello di lasciare pezzi di cuore, senza mai imporre il suo essere occidentale, ma cercando di immedesimarsi con quelle culture differenti.”

“Il dovere della testimonianza, è più forte del dolore di una madre – spiga Egidia Beretta autrice de Il viaggio di Vittorio – credo sia stato lo stesso Vittorio a suggerirmi di scrivere questo libro. In questo lavoro spiego bene il percorso di Vittorio, un percorso che prevede delle tappe lunghe, non si ci inventa attivisti.

Mio figlio ha fatto il suo percorso ed era bello far conoscere gli aspetti intimi di Vittorio, se non andassi a raccontare la sua storia, se non accettassi gli inviti a raccontare di Vittorio, gli mancherei di rispetto, tradirei la sua vita. Devo andare in giro, è un mio dovere e la cosa bella è andare nelle scuole, Vittorio non è un eroe, Vittorio ha fatto quello che è giusto per restare umani.

Io e Alessandra – la sorella di Vittorio – siamo molto gelose di Vittorio, ciò che per noi è importante e che non si speculi sulle parole di mio figlio, è abbastanza fastidioso sentire chi pretende di far parlare Vittorio con le proprie idee. Purtroppo devo dire, che la realtà dei movimenti pro Palestina è una realta molto complessa, che spesso non converce nelle azioni e questo non consente di avere oggi, un movimento che riesca ad essere unitario."

Tante emozioni hanno accompagnato l’incontro promosso da Mariarosaria Greco, la voce spezzata di Egidia Beretta ha raccontato il rapporto madre e figlio, il rapporto tra due sognatori che continuano a rinnovare il ricordo non tanto dell’esperienze della vita di Vittorio Arrigoni, quanto al suo sacrificio, alla sua idea di giustizia, alla sua speranza.

Si è parlato inevitabilmente di Roberto Saviano, verso il quale Arrigoni espresse aspre critiche a causa delle posizioni filo sioniste dello scrittore campano, ma anche della sua grande passione per Tiziano Terzani e per le figure di Ghandi e Nelson Mandela.

L'incontro si è concluso con la proiezione di un breve documentario sulle attività svolte a Gaza da Vittorio Arrigoni, scudo umano e osservatore internazionale a difesa dei pescatori e dei contadini palestinesi, ma anche e soprattutto a quelle a ridosso dell'operazione piombo fuso, quando Israele colpiva ambulanze e ospedali con le proprie bombe e Arrigoni e gli altri membri del ISM Palestina tentavano, con la propria presenza, di scongiurare l'escalation di violenza sul personale paramedico.

 

Dalla Redazione

Foto Ivan Romano

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