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Riflessioni a più voci nei Beni Culturali

 

 

 

Nella giornata di lunedì 13 febbraio, il Palazzo della Provincia di Salerno ha ospitato la conferenza”Licei Artistici e Beni Culturali, riflessioni a più voci” che ha visto l’avvicendarsi di numerosi protagonisti sia del settore scolastico che di quello istituzionale,l’argomento trattato è stato quello legato alla valorizzazione e tutela del nostro patrimonio storico-artistico attraverso le future generazioni di studenti.

A moderare il dibattito è stato il giornalista Rocco Colombo nonché Dirigente Scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Pomponio Leto di Teggiano,ai suoi ringraziamenti iniziali sono seguiti poi quelli del primo cittadino di Salerno,il Sindaco Napoli. Ad aprire il dibattito il Presidente della Provincia Giuseppe Canfora che ha subito sottolineato la necessità di rinforzare quelle che sono reti già esistenti sul territorio, in modo da rilanciare il patrimonio artistico augurandosi che il dibattito di oggi sia solo un calcio d’inizio e che le parole come spesso accade non si perdano subito dopo, ma che si concretizzino in fatti.

Ha fatto seguito poi l’Assessore allo Sviluppo e promozione del turismo della Regione Campania Corrado Matera, il quale ha affermato che ci sono già in cantiere vari progetti che puntano a migliorare tutti quei fattori che aiuterebbero a migliorare la proposta del turismo in Campania,che a detta sua, proprio il turismo è come se in Campania non fosse mai stato fatto davvero, in quanto manca una vera e propria organizzazione,e aggiunge “data la ricchezza del nostro territorio siamo condannati ad occuparci di beni culturali”.

Quindi tali progetti sono mirati a potenziare quelli che sono i sei siti UNESCO che la Campania vanta, alla fine ha anche anticipato l’intenzione futura di voler stringere una “relazione” più stretta fra i due siti di Pompei e Paestum,dato che quest’ultimo sta diventando sempre più importante punto di riferimento del Sud. Ha proseguito sugli stessi argomenti anche il rettore dell’Università degli studi di Salerno Aurelio Tommasetti, il quale ha sottolineato quanto sia stato e continua ad essere importante il contributo dell’ateneo campano, specie in merito alla creazione di iniziative scuola-lavoro anche applicate al campo dei beni culturali al fine di fornire la migliore formazione a quelli che saranno i professionisti di domani, attività che prendono corpo grazie all’impegno del DISPAC(il dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno).

Ma protagonisti del dibattito sono stati soprattutto i licei artistici vista in sala la forte partecipazione di numerosi dirigenti e insegnanti provenienti dagli istituti presenti sul nostro territorio. Presenti con tanto di magliette della RLAC(rete licei artistici campani)gli alunni del Liceo Artistico Sabatini Menna di Salerno,uno dei più “giovani” istituti che ha visto la luce nel 2012, alunni e insegnanti hanno proposto la loro offerta formativa che si compone in ben sei corsi di studio(architettura e ambiente,fotografia e riprese, design, grafica,arti figurative e scenografia), ma soprattutto è stato sottolineata l’importanza che hanno i licei artistici nel formare figure professionali che possano un giorno essere al servizio del nostro patrimonio artistico, per imparare a difenderlo, tutelarlo e farlo conoscere.

Il monito finale quindi,soprattutto lanciato alle istituzioni politiche, è stato quello di affiancare e non abbandonare i giovani che vogliono formarsi per diventare futuri professionisti dei beni culturali e di fare lo stesso con le strutture dove questi giovani stanno già formandosi, appunto i licei artistici.

Tutti i presenti infine hanno condiviso lo stesso pensiero, garantendo l’impegno a fornire i mezzi alle future generazioni per far sì che dispongano dei migliori mezzi di formazione possibile, perché attraverso la loro formazione si può “rilanciare” il turismo e la conoscenza del nostro patrimonio,perché come detto nella conferenza è poco logico conoscere ed essere informati su cose molto distanti da noi e poi non sapere niente di ciò che ci circonda, quindi puntare anche su una conoscenza più approfondita di ciò che è locale per evitare ciò che purtroppo è accaduto e continua ad accadere, ovvero di tanti pezzi del nostro glorioso passato praticamente trascurati, poi abbandonati e infine dimenticati.

 

Francesco Taddeo

Foto Ivan Romano

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