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L'autore si svela in un'appassionata intervista

 

 

 

“L’epiteto di autore voglio lasciarlo ai grandi mostri sacri della letteratura italiana. Io sono semplicemente un ragazzo normale a cui piace scrivere”. Così Davide Bottiglieri si presenta alla redazione di Freelance News.
Negli occhi si legge la sua più grande passione, dallo stile si intuiscono l’eleganza e il fascino caratterizzanti l’aurea dello scrittore di successo che segue la sua vocazione.
Crede con la giusta dose di speranza, mantenendo i piedi a terra e senza mai perdere di vista la realtà. Eppure è un sognatore.
Bussa alla nostra porta presentandosi come uno studente universitario, ma, con il radioso umorismo che l’ha sempre contraddistinto, ci confessa che non ha mai smesso di scrivere poesie e libri.
“E’ la scrittura a riempire i miei silenzi. Mi piace esprimermi sia in prosa che in poesia, ma tutto dipende dalle emozioni che provo. Sono proprio quest’ultime ad indirizzarmi al tipo di scrittura: se, ad esempio, sono forti e non riesco a trattenerle, allora scelgo la poesia perché più vicina al mio istinto. Essa, inoltre, è anche più immediata e più veloce rispetto alla prosa”.
Iniziai a scrivere racconti su un blog all’età di quindici anni, dopodichè proseguii all’ombra dell’oscurità: tutto ciò che scrivevo rimaneva in un cassetto”.
Nel 2015 decide di pubblicare una serie di racconti fantasy per ragazzi in una raccolta dal titolo “Le Cronache di Teseo” (Les Flâneurs Edizioni), nel 2014 è vincitore del Premio Letteratura Italiana Contemporanea, e nel 2016, a circa un anno dalla pubblicazione della raccolta, è vincitore del Premio Adriana Paulon 2016 (Sezione Giovani del Premio Letterario Internazionale “Un solo mondo”).
“Leggendo e studiando la mitologia greca mi sono reso conto che tutti gli eroi erano già tali: già perfetti, già completi e formati. Mi sono legato in particolar modo al personaggio di Teseo e l’ho rielaborato in chiave moderna.
Ad inizio racconto tale eroe si mostra quasi come un personaggio comune: un eroe acerbo. Quest’ultimo, attraverso una serie di eventi, dovrà migliorarsi di volta in volta per diventare il Teseo riconosciuto dalla mitologia greca.
E’ stato emozionante ricevere gratifiche, soprattutto quelle relative all’originalità dei racconti.
Con questa raccolta, poi, sono andato incontro anche a chi non è un grande divoratori di libri. Le storie si leggono con molta facilità ed in poco tempo si portano a termine. Il messaggio arriva istantaneamente, oggi conta molto essere immediati e diretti”.
Quando gli ho chiesto del suo primo libro (“Omicidi in si minore”), i suoi occhi si sono illuminati di vissuto.
“Ho dovuto farmi le ossa ed aspettare alcuni anni al fine di maturare anch’io come persona. Ci vogliono spalle forti.
Un libro non si scrive in un giorno, io l’ho iniziato quando avevo diciassette anni e l’ho terminato a ventidue. L’ho più volte modificato, sono molto fiducioso. L’editore è rimasto molto colpito e con lui anche diverse case editoriali.”.
Nel 2016 la trama del thriller, all’epoca top secret e intitolato “Dio suona il pianoforte del diavolo”, lo portò a partecipare alla finale di un importante concorso letterario: “Lampi di giallo” (promosso dall’associazione culturale Circumnavigarte e dalla octopus edizioni).
“Nella storia abbiamo un personaggio tormentato, imperfetto ed in piena crisi esistenziale.
Al contrario di molti gialli, dove la figura del detective sposa la perfezione e l’infallibilità, qui abbiamo un protagonista che soffre il peso delle proprie decisioni sbagliate, e nel corso della storia fallirà più volte.
L’ispettore Ljudevit Alecsandri sarà sulla bocca di tutti i cittadini di Cluj perché dovrà dare una risposta a tutti quegli omicidi che terrorizzano quel borgo, un posto isolato dove il tempo sembra essersi fermato.
Nella cittadina Transilvaniese, infatti, non si avverte il progresso europeo dell’assolutismo illuminato di fine XVIII secolo, qui trasuda soltanto il culto dell’esoterismo.
Ed è proprio in questo esasperato backround che si esalta la figura del protagonista fortemente cattolico.
Egli seguirà sempre i dettami del cristianesimo, portando sempre con se la Bibbia. Tuttavia, la sua posizione lo pone in condizioni tali da andare contro questi dettami, ed è proprio questo che alimenta la sua frustrazione.
Il libro si apre proprio con Ljudevit che va a confessarsi dopo aver incastrato un criminale. All’epoca c’erano leggi molto severe: eri un assassino, venivi ucciso.
Ma c’è qualcosa che lo tormenta: scoprire questo assassino che sconquassa e terrorizza la fredda Cluj così da dare spiegazioni a tutta quella violenza generata dall’abile antagonista.
Ma il giovane avvertirà il peso delle anime messe alla forca per colpa sua, si sentirà responsabile delle morti degli uomini condannati, e in più la Bibbia farà la sua parte, anticipando ciò che succederà nelle pagine seguenti.
Sul finale Ljudevit muterà, diventando quasi lui stesso il cattivo. Il lettore si accorgerà di avere un personaggio che cambia molto lentamente, incardinando appieno il punto interrogativo tipico del giallo".
Con un sorriso Davide conclude la sua intervista. Ci informa che è già al lavoro per il sequel: “Sono all’inizio, è troppo presto per fare dichiarazioni, però gran parte della storia è già dentro la mia testa. Ora mi preparo ad affrontare la critica, è un duro scoglio, ma è il destino di ogni scrittore”.
“Omicidi in si minore" verrà presentato il 25 marzo con un evento aperto al pubblico, dove sarà possibile acquistare il libro e conoscere meglio l’autore.

 

Mario Delfino

Foto Freelance News

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