Oltre 35mila visitatori nel complesso monumentale

 

 

 

Grandi numeri per il complesso di San Pietro a Corte a Salerno a dodici mesi dalla riapertura. Sono stati poco più di 35mila i visitatori che hanno potuto ammirare le strutture ipogee e non del complesso che attraversa la storia della città campana, dal periodo romano, passando attraverso quello paleocristiano e longobardo, fino alle strutture più recenti della cappella di Sant'Anna.

Il sito è attualmente gestito dalla Soprintendenza di-Salerno e Avellino diretta da Francesca Casule, si attesta subito dopo il Duomo Normanno come numero di visitatori tra i monumenti salernitani.

Di notevole interesse il complesso è testimonianza della città romana, con una prima fase architettonica destinata alle terme poi abbandonate a causa di un'alluvione e il periodo tardo antico con il recupero degli ambienti ipogei destinati ad una cappella paleocristiana con sepolture che offrono uno spaccato della città del tempo.

Il complesso è di notevole interesse anche per la fase longobarda, visibile nei metodi costruttivi dell'elevato e nella bifora, ultima traccia del palazzo di Arechi II che proprio a Salerno spostò la capitale del regno della Longobardia minor nel tardo VIII secolo, citato dallo storico Paolo Diacono, cantore longobardo.

San Pietro a Corte, posizionato a pochi passi da via dei Canali e dal decumano dei Mercanti, si colloca nei pressi del quartiere degli amalfitani, accanto a Palazzo Fruscione, residenza normanna, simbolo della successiva dominazione, instauratasi a Salerno dopo il 1076 con il vittorioso assedio di Roberto il Guiscardo che sancì la fine del tempo longobardo.

 

Ivan Romano

Foto Ivan Romano

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