Le ipotesi emerse dalla consulta di alcune associazioni

 

 

 

Dal confronto tra le associazioni e i gruppi che si sono incontrati lunedì  9 ottobre dalle 17 alle 19 per discutere della nuova previsione di vendita dell'edificio dell'Archivio di Stato, formalizzata nella delibera adottata dal Consiglio Provinciale nella seduta dello scorso 29 settembre, sono emerse alcune riflessioni e l'ipotesi di un percorso da valutare e definire con chi in città  è  interessato a perseguire la costruzione di un contesto sociale in cui sia riconoscibile la priorità  degli interessi collettivi e sia affermata la inalienabilità dei beni comuni.

RIFLESSIONI

Anzi tutto, va constatato che le scelte politiche e le circolari ministeriali sui beni culturali sono confuse e contraddittorie 

-      specificamente l'ipotesi di alienazione dell'immobile in cui ha sede l'Archivio di Stato sarebbe risultata non percorribile se il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il concerto previsto dall’art. 16 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 convertito con la L. 6 agosto 2015, n.125, avesse adottato il piano di razionalizzazione degli archivi  e  degli  altri istituti della cultura delle province, che avrebbe potuto prevedere il  versamento  agli archivi di  Stato  competenti  per  territorio  dei  documenti  degli archivi storici delle province, e l'eventuale trasferimento al Ministero degli immobili demaniali di proprietà  delle province adibiti a sede degli  archivi  medesimi;

-      vanno contrastate, in tutti i casi, le logiche totalmente privatistiche dominanti nelle direttive governative, che valutano i beni di proprietà degli Enti Locali in termini economico-ragionieristici, funzionali alla redazione del bilancio, ignorando l'attesa di servizi delle collettività che quegli enti dovrebbero rappresentare e i cui bisogni dovrebbero soddisfare;

-      nella città di Salerno un elenco degli immobili disponibili da parte di Comune e Provincia è reperibile solo attraverso i provvedimenti dei rispettivi Consigli che ne prevedono la alienazione;

-      nella città di Salerno manca un elenco delle non soddisfatte esigenze collettive, come:

 luoghi di aggregazione culturale (biblioteche di quartiere, con strumenti interattivi; spazi per laboratori; sale insonorizzate per prove musicali, solo per indicarne alcune),

luoghi di integrazione sociale, con attività dedicate alle varie disabilità, che garantiscano cioè una offerta di sevizi e intrattenimenti adatta a tutte le situazioni,

luoghi destinati a iniziative teatrali, in auditorium forniti delle attrezzature minime necessarie.

Si è pertanto ritenuto opportuno dar corso, a breve, a:

 - iniziative immediate:

 valutazione della documentazione storica relativa a proprietà e uso dello stabile dell'Archivio di Stato,

richiesta di intervento del Ministero dei Beni Culturali,

confronto con gli amministratori della Provincia e del Comune,

interpellanza parlamentare sulla gestione dei beni delle Province.

Accompagnando dette iniziative, con un lavoro a medio termine teso ad affermare il diritto dei cittadini all'uso dei luoghi per il soddisfacimento di bisogni collettivi, che porti ad acquisire:

inventario delle proprietà degli Enti Locali in Salerno e in provincia, 

definizione delle attuali destinazioni d'uso e verifica delle condizioni degli immobili e della congruità con le destinazioni d'uso dichiarate,

individuazione di coerenti destinazioni d'uso per edifici e spazi non (o non totalmente) usati.

Su questa bozza si chiede a tutti un contributo per elaborare rapidamente una comune ipotesi di lavoro, da avviare con un incontro aperto ad associazioni e cittadini interessati.

 

Comunicato Stampa Italia Nostra e Memoria in Movimento

Foto Ivan Romano

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