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Nessuna polemica, nessun manifesto, nessun "io contro te": fila - fortunatamente - liscia la cerimonia per il 69mo anniversario della Liberazione in piazza Vittorio Veneto. Il tempo - atmosferico - è clemente e le celebrazioni si svolgono alla presenza delle autorita` civili, militari e religiose del territorio, oltre che alla presenza di esponenti delle associazioni dei combattenti e dei partigiani: non mancano inoltre gli esponenti dei sindacati.

 

LE AUTORITA` - Ad aprire le celebrazioni è il prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone. Il prefetto ha ricordato come, "tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, gli italiani riscoprirono i valori della patria" e ha ringraziato i presenti. Subito dopo e` stato il turno del vicesindaco di Salerno Eva Avossa: "Democrazia e liberta` non vanno date per scontate, oggi festeggiamo proprio queste conquiste, questi valori che vanno difesi e tutelati giorno per giorno". In rappresentanza della provincia di Salerno l'assessore provinciale Pietro Damiano Stasi: "Ricordiamo quanti hanno sacrificato la loro vita per la patria".

I SINDACATI - Per i sindacati ha parlato Maria Di Serio (Cgil), evidenziando il problema della mancanza di lavoro, che purtroppo caratterizza l'Italia da diversi anni: "Democrazia e liberta` esistono solamente se c'e` anche il lavoro, un uomo senza lavoro non e` un uomo libero". Maria Di Serio ha quindi ricalcato l'importanza della scuola e ha concluso: "Dobbiamo trovare la stessa forza che ha portato alla Liberazione 69 anni fa".

I COMBATTENTI - Giuseppe Cacciatore, presidente onorario dell'Anpi (associazione nazionale partigiani) di Salerno, ha ricordato che la "Liberazione non è stata solo al Nord ma anche al Sud, non dimentichiamo quanto ha dato il territorio di Salerno e provincia".

GLI STUDENTI - Per gli studenti è intervenuto Marco Pandolfo, vicepresidente provinciale della consulta degli studenti, che ha sottolineato l'importanza dei valori della Resistenza per le nuove generazioni.

 

Marco De Simone

Foto Ivan Romano

 

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