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Il prossimo 5 settembre il sindaco pescatore sarà commemorato a Casal di Principe

In un paese dove ogni contrada difende il suo onore, anche la memoria spesso è divisa in fazioni, accade per la resistenza, accade per l'unità d'Italia, accade per Angelo Vassallo. La Fondazione Angelo Vassallo non sarà ad Acciaroli, frazione di origine del sindaco pescatore nel comune che unisce tre nuclei abitativi Pollica, Acciaroli appunto e Pioppi, per la commemorazione del 5 settembre. Era avvenuto anche nel 2013, quando alla messa di Acciaroli mancava la Fondazione voluta dai fratelli di Angelo Vassallo che ricordava la scomparsa del sindaco a Fregene. Sarà così anche nel 2014, la Fondazione Angelo Vassallo infatti, sarà ospitata dall'amministrazione comunale di Casal di Principe, luogo scenlto da Dario Vassallo per la commemorazione del prossimo 5 settembre. A riportarlo è l'edizione napoletana del quotidiano Repubblica: "Dario Vassallo, a nome della Fondazione che porta il nome del sindaco ucciso - dichiara il vice sindaco di Casal di Principe Marisa Diana cugina di don Giuseppe Diana prete assassinato dalla camorra nella sacrestia della sua chiesa per il grande impegno anti mafia - ha chiesto di poter fare nel nostro Comune questa manifestazione il 5 settembre nella sala consiliare, perché vede in Renato Natale, il nostro sindaco, un esempio di amministratore onesto e simbolo della buona politica. Renato incarna anche eticamente il modo di pensare e di agire di Angelo Vassallo". Dietro la scelta di "emigrare" in una terra con riferimenti così forti, non c'è però solo un significato metaforico, ma anche la rabbia di Dario Vassallo che sempre a Repubblica spiega le motivazioni che hanno portato via da Pollica la Fondazione Angelo Vassallo: "A Pollica non facciamo più nulla, il motivo è semplice: oggi sono quasi quattro anni che Angelo è stato ucciso. Cioè 47 mesi e 6 giorni e da quel territorio fino adesso ho ricevuto cinque querele. Ogni qualvolta abbiamo ricordato Angelo con la Fondazione, hanno affisso sui muri manifesti che inveivano contro di me e mio fratello. Come mai? Hanno detto che volevamo la notorietà. C'è stata una delibera comunale del'11 novembre 2010 con la quale ci assegnavano una sede, ma ancora oggi la Fondazione Angelo Vassallo non ha una sede. Inoltre, quando ho chiesto e chiedo ancora al Pd, il partito al quale era iscritto mio fratello, un'indagine interna, un qualche cosa per conoscere la posizione di questo partito nei confronti dell'uccisione di mio fratello, c'è un parlamentare locale che mi minaccia di querela. Da vittima passo per carnefice. Ma vi sembra una cosa normale? Angelo Vassallo dopo 47 mesi e 6 giorni è ancora presidente della comunità del parco. I sindaci di 89 comuni ancora non sono stati capaci di eleggere il nuovo presidente. Ho chiesto a Bersani di fare chiarezza. L'ho chiesto anche alla nuova dirigenza del Pd. Vorrei che dopo quasi quattro anni qualcuno si domandasse perché hanno ucciso Angelo. Mio fratello doveva essere preso come elemento di pacificazione della sinistra, soprattutto nel nostro territorio, non come elemento di odio". Parole dure quelle di Dario Vassallo, parole cariche di rimorso, parole che tradiscono una rabbia viva, per i troppi silenzi, per le troppe omissioni. Nel 2012 io stesso fui impegnato a Pollica nella realizzazione di uno speciale sulla morte di Angelo Vassallo e l'atmosfera che si respirava era da muro di gomma. La diffidenza sfiorava la rabbia nei confronti di chi invadeva lo spazio di un paese che reclamava una verginità illusoria e ricordo bene le difficoltà di Fulvio Scarlata, giornalista del quotidiano Il Mattino a trovare voci da sentire in merito a quella vicenda. Quando Raffaele Sardo giornalista di e LaRepubblica, chiede a Dario Vassalo "Ma perché lo chiede al Pd e non alla magistratura?" Dario risponde: "Angelo aveva la tessera del Pd in tasca. La magistratura sta lavorando da 4 anni e non so se ne verremo a capo. Ma se dovessi dire che non sta lavorando, direi una grande bugia. Se dovessi dire che i carabinieri non lavorano, direi una grande bugia. C'è gente che sa e che non parla. C'è un muro di gomma che viene dalla politica. E se la gente che sa non collabora, la magistratura non arriva a nessuna conclusione - e aggiunge in merito alla scelta di Casal di Principe - ci sono tanti Angelo Vassallo in Italia e dobbiamo lavorare perché non vengano uccisi. Quest'anno andiamo a Casale perché è un posto significativo. Ci sarà anche Gianni Pittella, presidente del Partito socialista europeo. Viene come mio amico. In quell'occasione la Fondazione lancerà un suo codice etico che sta preparando l'avvocato Gerardo Spira che è stato segretario comunale per 10 anni con Vassallo". Indipendentemente da qualsiasi scelta, resta forte il bisogno di memoria, perchè Vassallo era un buon sindaco, perchè Angelo non faceva che invitarti ad Acciaroli per godere dell'aria buona, del mare meraviglioso e del pescato che molte volte riuscivo ad immaginare cucinato nel mentre con una pacca sulla spalla, ti offriva una cena, dopo una delle tante interviste.

 

Ivan Romano

Foto di Ivan Romano

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