A San Cipriano Picentino una rete di cittadini fa accoglienza

 

 

 

"Questi negri non meritano neanche di vivere". Se dovessimo giudicare San Cipriano Picentino dalle frasi con le quali alcuni ragazzini hanno commentato la presenza del territorio di 28 rifugiati, non potremmo che restare delusi.

Certo pochi 13enni non sarebbero comunque indice di generalizzazione, eppure c'è da chiedersi, dove un 13enne può prendere a modello questi concetti, se non in un ambiente razzista?

Per fortuna, i 13enni sono pochi e alzano la voce solo quando riconoscono alcuni dei cittadini che da giorni si stanno impegnando nel difficile percorso dell'integrazione.

Dopo le iniziative dei giorni scorsi, l'avvio di una raccolta indumenti promossa da parrocchia, Forum dei Giovani e Pro Loco e la presenza di alcuni ospiti del recente centro di accoglienza alle celebrazioni religiose, i giovani di San Cipriano Picentino sono tornati a fare rumore.

In località Coriglione si sono riuniti con tutti i ragazzi migranti ospiti del centro di accoglienza e hanno passato insieme a giovani e antagonisti, ore condividendo la passione per il calcio, un altro messaggio forte senza alzare la voce, senza violenza, semplicemente facendo quello che tra esseri umani è più logico, sorridersi.

"Abbiamo semplicemente preso atto dall'emergenza, tendere la mano a chi soffre è un insegnamento della nostra cultura, stiamo cercando di integrare dei giovani al di là delle speculazioni politiche o posizioni ideologiche, del resto pare assai improbabile che si possa risolvere il problema del terzo mondo, semplicemente chiudendo i propri confini."

Per questo motivo, il 9 luglio 2017 alcuni cittadini di San Cipriano Picentino hanno aperto due spazi online su un noto social con il nome Coriglione Without Borders.

"Abbiamo scelto il Coriglione - un parco urbano a San Cipriano Picentino - come spazio autogestito, dove immaginiamo di condividere con chi avrà piacere di farlo, iniziative sportive, culturali e artistiche, crediamo nell'umanità per questo rivendichiamo il diritto alla libera circolazione di uomini in un mondo in cui la libera circolazione delle merci ci viene imposta a discapito del benessere umano."

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Ivan Romano

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