L'impegno politico di Massimiliano Voza

 

 

 

Dal 10 al 12 ottobre Massimiliano Voza ex sindaco di Santomenna, sarà a Strasburgo, al presidio permanente del partito della sinistra filo-curda HDP (Partito Democratico dei Popoli), terza forza del Parlamento turco.

"Alla COMMISSIONE PER LA PREVENZIONE DELLA TORTURA presso la CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO - nell'ambito delle iniziative intraprese per la richiesta di libertà di Öcalan, presenterò le ragioni della mozione congiunta di Legambiente Campania e del Comune di Santomenna - spiega Voza - approvata all'unanimità al Congresso nazionale di Legambiente del 2015: sulla PROPOSTA DI ADESIONE ALLA LEGAMBIENTE, in qualità di SOCIO ONORARIO ad ABDULLAH ÖCALAN, IN RAPPRESENTANZA DEI DIRITTI DEL POPOLO CURDO, e per la SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE.

Sulla base delle seguenti premesse e motivazioni - prosegue Voza - 1) LA QUESTIONE CURDA IN UNA FRASE. I curdi (con un identità culturale indoeuropea, non araba, non turca, dalla fine dell'impero ottomanno, in seguito agli accordi di Losanna, vivono, o meglio sopravvivono, nei confini statuali di Turchia, Iraq, Siria e Iran) dicono di essere curdi, ma gli stati come la Turchia, Siria e Iran, dicono di loro che sono turchi, siriani o iraniani. È da 100 anni che li imprigionano, li fanno sparire, li uccido e li massacrano.

Ma i curdi continuano e continueranno a dire che sono curdi, pur non pretendendo uno stato tutto per loro (essendo i confini statuali che generano le guerre!), ma semplicente il confederalismo democratico (autodetrminazione regionale) fondato sulla democrazia radicale. Come hanno fatto a Kobanê, nel Rojava, il Kurdistan siriano.

Vieppiù, la resistenza curda è patrimonio dell'umanità anche perché, come è enuciato nel "paradigma di Öcalan, è lotta per la libertà democratica, ecologica e di genere.

La resistenza curda è patrimonio della umanità, in quanto è resistenza a maschilismo, patriarcato, oligarchia, capitalismo, imperialismo, fondamentalismo religioso, alla barbarie e all'oscurantismo di ISIS.

2) LEGAMBIENTE E IL KURDISTAN. I legami tra Legambiente e il Kurdistan si sono consolidati nel tempo. Legambiente Campania, nel circolo di Eboli (SA) " Silaris", con l'attivazione dei progetti di servizio volontario europeo (EVS) é entrata in contatto con volontari provenienti dal Kurdistan turco che hanno fatto permeare meglio in Legambiente la causa curda.

Pertanto, alla fine dell'inverno del 2015, dopo la proclamazione dell'autogoverno di Kobanê, nel Rojava, il Kurdistan siriano, e la liberazione dal fanatismo dell'ISIS da parte delle unità di difesa popolari miste (YPG) e femminili (YPJ), è emersa la necessità di sotenere la resistenza curda con aiuti umanitari per evitare altre morti.

Così, un ex volontario presso il circolo Legambiente di Eboli ha rivolto un appello per una raccolta di farmaci di prima necessità, cui Legambiente Campania ha subito aderito, lanciando una raccolta di farmaci straordinaria tra i cittadini.

Una colletta di circa 30.000 euro di farmaci, per la quale il segretario regionale Michele Bonomo, e il membro della segretaria regionale, l'ebolitana Mariateresa Imparato, interpellarono il piccolo comune campano di Santomenna (SA) - primo in occidente a riconoscere l'autorità di Kobane liberata dall'ISIS, con un patto di amicizia - per farsi carico del costo (usando l'indennità di carica del sindaco, senza gravare quindi sulle tasche dei cittadini!) e soprattuto della paternità politica della spedizione verso il comune di Suruç (ravvisata dai curdi l'opportunità burocratica che l'invio fosse gestito tra comuni), che è la municipalità turca subito prima della frontiera con Kobanê, nel Kurdistan siriano.

Purtroppo, la carovana di farmaci di Legambiente Campania è arrivata in Kurdistan, in Turchia, ma non ne è stato consentito lo sdoganamento.. Vane sono state le proteste di Legambiente Campania, veicolate, anche dal senatore di SEL Peppe De Cristofaro, presso le autorità turche.

Le autorità turche hanno opposto resistenza, pretendendo di gestire direttamente gli aiuti per veicolarli presso i campi profughi statali, dove i profughi curdi preferiscono non riparare per non essere sottoposti al processo di "assimilazione" turca. Infatti, solo nei campi profughi allestiti dai comuni turchi del Kurdistan turco è rispettata la dignità e l'identità curda dei profughi.

3) LA DISTRUZIONE DELL'AMBIENTE PER DISTRUGGERE IL KURDISTAN. Il Kurdistan è situato a ridosso della Mesopotamia, per lo più in una zona montuosa ricca di acqua e foreste. I primi segni di civilizzazione sono emersi proprio in questa terra, grazie alla rigogliosità dell'ambiente e la fertilità della terra bagnata dai fiumi Tigri e Eufrate.

Questa regione ha una ricca storia legata all’ecologia, ma viene sistematicamente distrutta e vi sono rimaste ormai solo rare foreste incontaminate. I conflitti dei governi nazionalisti turchi contro il PKK (il Partito dei lavarotori del Kurdistan, fondato da Öcalan, per difendere gli interessi di tutto il Popolo curdo) iniziarono nel 1984. Questi conflitti sono stati condotti allo scopo di realizzare di fatto una pulizia etnica contro i curdi.

Così, da questa data iniziano a svuotarsi i villaggi e gli incendi delle foreste. Lo scopo del governo turco era ed è rimuovere la vegetazione che permette ai curdi perseguitati di nascondersi. Ma a subire i maggiori danni sono tutte le creature viventi e le specie vegetali dell’ecosistema.

Gli incendi delle foreste curde, cosi come la deviazione dei fiumi e la creazione di dighe per impedire ai partgiani del PKK di crossare le valli, determinano fattori di distruzione per l’intero ecosistema.

La continua lotta dei governi nazionalisti contro il PKK mette a dura prova il naturale corso della vita anche dei civili, a causa dei continui massacri. La ragione principale di questi è ostacolare la presenza del PKK, come anche minare l’economia dei villaggi di montagna organizzati in fattorie; di conseguenza, anche l’agricoltura è fortemente presa di mira nella regione interessata. Lice, Dersin, Sirnak, Hakkari e il nord del Kurdistan in generale, sono un esempio eclatante di ciò.

4) L'ECOLOGIA, uno dei 3 capisaldi del PARADIGMA di ÖCALAN.
Le "ragioni", e nello stesso tempo le più grandi vittime delle guerre, sono sempre gli ecosistemi con le loro risorse naturali. Anche per questo il "paradigma di Öcalan" si fonda sulla LIBERTÀ DEMOCRATICA, DEMOCRATICA, ECOLOGICA E DI GENERE.
Le tesi di Öcalan sono influenzate dallo studio di Murray Bookchin che è stato il fondatore dell’ECOLOGIA SOCIALE.

Per Öcalan tutti gli essere umani, senza distizione di sesso, razza, religione o censo, sono considerati come parte integrante della natura; essi dovrebbero e possono vivere in sintonia con la natura, mantenendo la pace.

L' uomo non dovrebbe interferire negativamente con tutti gli altri esseri viventi che abitano lo stesso territorio, al fine di accaparrarsi la gestione delle risorse naturali che è il modo precipuo per sostenere il modello di consumo e produzione capitalista che necessita, appunto, di aggressioni imperialiste per mettere le mani sulle risorse dei territori da soggiogare.

Per Öcalan la COSCIENZA ECOLOGICA è alla base dei valori umani e dell’essenza dell’umanità stessa, poiché un ritorno a vivere ‘secondo natura’ implicherebbe il rispetto della stessa, e quindi dell'ecosistema, e di conseguenza delle popolazioni che vi risiedono, evitando, di fatto, i rischi che minacciano il genere umano (guerre, disastri naturali, problemi sociali, ecc…), che possono, appunto, essere prevenuti solo da una società basata sul rispetto della natura e delle relazioni tra esseri viventi.

Per questo è impossibile disconnettere i concetti di economia, sociolo ed ecologia: essi dipendono l’una dall’altra, vivono in simbiosi. Infatti, solo uno sviluppo sostenibile può garantire il rispetto degli ecosistemi, nel rispetto di ogni organismo vivente."

 

Comunicato Stampa Massimiliano Voza

Foto Ivan Romano

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