Incendio a Ciorani, la storia di proprietari terrieri

 

 

 

Siccità, estate, roghi indotti, questo mix di fattori da soli non serve a spiegare il crescente fenomeno degli incendi boschivi. Già da aprile, le unità anti incendi boschivi, sono in campo con risorse sempre inevitabilmente carenti, tra passaggi di competenze, mancate firme e fondi che lasciano inattivi i forestali.

Negli ultimi giorni la persistenza degli incendi, è certamente indice di grande difficoltà sul campo. Gli incendi di Molina a Vietri sul Mare, Ciorani e Acigliano nel comune di Mercato San Severino, Sarno, Bracigliano, Prignano Cilento, mai spenti del tutto a causa della scarsità di mezzi e uomini, hanno fatto sì che le fiamme tornassero puntualmente a mangiare vegetazione.

Nel vasto panorama filosofico sulla questione tra cambiamenti climatici e politiche miopi se non cieche che non consentono di sbrogliare la matassa delle risorse economiche carenti, quello che è emerso con grande apprensione, è l'abbandono dei proprietari al proprio destino.

E' quanto accaduto ad esempio a Ciorani nel comune di Mercato San Severino, dove le fiamme hanno lambito il centro abitato per tre lunghissimi giorni, tra elicotteri e canadair, vigili del fuoco e unità antincendio Regione Campania.

Mentre le fiamme lambivano anche la polveriera, senza mai metterla a repentaglio e i fronti si allargavano verso nord a Pandola, costringendo i canadair a difficili manovre di sgancio su due fronti differenti, una famiglia di piccoli proprietari terrieri, si è ritrovata costretta pochi giorni fa - 4 luglio 2017 - come tante altre, a lottare a mani nude con l'avanzare del fronte di fuoco.

"Gli alberi resteranno improduttivi per molti anni, siamo stanchi, siamo vecchi, lo ripeto da molto tempo a mio marito, vendiamo tutto!" Lidia D'Angelo ha 77 anni e le sue vesti colorate sono un grande contrasto mentre a fatica agita la fronda con la quale per diverse ore ha combattuto contro l'incendio.

"Ogni anno è peggio, per fortuna i nostri figli hanno scelto altro, ma mio marito è testardo, ogni volta che scoppia un incendio corre qui per evitare che le fiamme divorino tutto."

Aniello Santaniello 78 anni, è corso ancora nella sua terra per difenderla; assieme alla moglie Lidia e al nipote Gerardo, hanno combattuto per un paio d'ore quel fronte esteso, quasi silenzioso di fuoco, tra terreni tutto sommato curati e il lancio dei canadair che in picchiata sorvolavano appena sopra la cima degli alberi, sganciando il carico d'acqua altrove.

"La situazione è insostenibile, quest'anno ci siamo ritrovati già tre volte a combattere contro il fuoco, per fortuna mio nipote ci da una mano, ma mio marito ha già subito due interventi al cuore, siamo stanchi è meglio vendere tutto, ci sentiamo abbandonati."

Lidia, suo marito Aniello, il nipote Gerardo alla fine riescono a frenare l'avanzata, nei loro occhi c'è il sacrificio di mesi di lavoro buttati al vento, in fumo ancora una volta, nell'ennesimo incendio, il giorno dopo, le fiamme saranno ancora vive sugli abitati di Ciorani e Pandola, altri Lidia e Aniello e Gerardo saranno impegnati altrove, nel tentativo di difendere le proprie terre.

 

Ivan Romano

Foto Ivan Romano

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