Avviata una raccolta firma per la rimozione del murales

 

 

 

A Faiano è stato recentemente inaugurato un progetto d'arte street voluto dall'Amministrazione Comunale di Pontecagnano Faiano in collaborazione con la Fondazione Gatto: Contemporaneo Urbano.17 dove i muri del borgo sono stati impreziositi dalle poesie di Alfonso Gatto e dalle opere di dieci artisti, alcuni dei quali di caratura internazionale.

I colori e le raffigurazioni pittoriche tra i gusti personali, sembrano aver stregato la cittadinanza che plaude alle realizzazioni che "Potranno attirare a Faiano turisti soprattutto se si riesce ad organizzare eventi a tema street."

Eppure il progetto ha attirato anche qualche critica, certo la contestualizzazione delle opere è sicuramente il primo punto che balza agli occhi, forse troppo svincolate dalla identità faianese, ma in particolare alcuni cittadini sembrano non aver gradito, la realizzazione di uno dei murales, realizzato sul Fontanone di via Montegrappa, risalente al 1822 e disegnata da Domenico D'Angione.

Sulla fontana è finita raffigurata "Aqua Vitae" l'opera di Alice Pasquini, artista che vanta quasi 80mila followers e opere sparse in Italia e in Europa, autrice tra l'altro di un secondo murales collocato a Faiano "Le belle statuine" in via Carlo Pisacane, sulla facciata della rivendita di marmi proprio sotto l'antica scritta.

Il valore artistico dell'iniziativa non si discute, ci sarebbe come detto riflettere sui contesti delle opere eppure ai più l'iniziativa ha fatto brillare gli occhi, difficile del resto criticarne il prezioso abbellimento di un borgo già avviato all'arte con un progetto simile risalente agli anni '80 con firme come Mario Carotenuto e Pietro Lista.

Le opere risalenti al 1984, hanno subito però nel corso del tempo danni - una di queste è andata perduta, coperta dall'intonaco di una ristrutturazione edile in via Degli Appennini - dovuti ad incuria, mancanza di manutenzione e all'inciviltà delle persone, tant'è che lo scorso 21 marzo 2017 il Comune aveva anche annunciato il possibile accordo con il Liceo Sabatini Menna di Salerno per il recupero di quelle opere, di fatto, ad oggi ancora nel degrado totale.

In un contesto in cui diverse attività commerciali e ludiche del posto hanno scelto di abbellire le proprie saracinesche con murales di artisti locali, il progetto Contemporaneo Urbano.17 acquisisce certamente senso, ma restano aperte due discussioni.

La prima riguarda sicuramente l'opera "Aqua Vitae" che di fatto ha cambiato l'aspetto di un bene culturale del 1822, impreziosendolo con un disegno di grande bellezza e realizzata come detto da una grande firma, ma senza alcun dubbio impattante sull'estetica originale del monumento.

Su quest'opera molti hanno discusso, si ci divide senza dubbio tra chi contesta l'opera per la collocazione e chi invece a dispetto dallo sfondo, gradisce comunque la miglioria apportata alla fontana.

Chi ha contestato i contestatori, cioè quei cittadini che tra l'altro hanno avviato una raccolta firma per una petizione che intende rimuovere il murales dal Fontanone di D'Angione, ha replicato alle polemiche ricordando lo stato di degrado della stessa: "Sono solo polemiche politiche".

La discussione è accesa e viene lecito chiedersi, se sulle contemporanee opere di Eugene Delacroix come ad esempio "La barca di Dante" proprio del 1822, venisse aggiunta sulla tela, l'opera di un grande fumettista, quale sarebbe la reazione di critici d'arte e appassionati?

Ora pur riconoscendo che il Fontanone pubblico di D'Angione, non ha certo la valenza artistica di un'opera di Delacroix, non vi è dubbio che a prescindere da questo, quell'opera, il suo profilo, la sue estetica, rappresenti in fondo un elemento di identità che certo non può essere abbandonato al degrado, ma neppure recuperato alterandone appunto, l'estetica, senza per questo scomodare il pensiero del defunto autore.

Altro punto nodale, è l'opportunità di avere opere così importanti e di sicuro impatto in contesti nazionali e internazionali, affiancate alle opere del progetto del 1984, abbandonate al degrado totale, baffi disegnati su figure femminile, svastiche e scritte varie, i segni climatici del tempo che evidenziano la mancanza di cura e manutenzione.

In tal senso, i contrasti tra le opere nuove e quelle del 1984 fanno perdere inevitabilmente importanza ai due progetti e sarebbe stato forse auspicabile, il contemporaneo recupero dei murales dei vari Carotenuto, Lista e degli altri artisti, prima di ospitarne altri.

Forse proprio questa seconda osservazione stimola il più grande interrogativo sulla vicenda, si può concepire un progetto artistico in un contesto dove un precedente progetto con uguale finalità, stesso ambito, viene offerto al pubblico nel totale abbandono?

Forse e mi permetto di sottolineare il forse, sarebbe stato giusto stimolare l'Amministrazione al recupero delle opere degli anni '80, prima di mettere le firme sotto quelle degli anni '10 del XXI secolo, perchè l'arte è un fatto umano e come tale non può sentirsi avulso dal passato, dove il passato diventa degrado, non c'è presente, figuriamoci futuro.

 

Ivan Romano

Foto Ivan Romano

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