Reportage fotografico sul palio ritrovato

 

 

 

Raccontare storie è un bel mestiere. Ti consente di osservare tanti paesi, tante persone. E' un allenamento di grande spiritualità, specialmente quando devi capire, fermare il tempo e dialogare tra il tuo modo di essere e quello di chi dovresti svelare.

Raccontare il proprio paese è uno scivoloso esercizio di bilancia, su cui devi sempre pesare emozioni e anima. Partire dal Palio di Faiano, significa riflettere sulla potenza del popolo.

Quel popolo che si incontra, litiga, sogna e che realizza molto più di quanto nessun burocrate può neppure immaginare. Il Palio di Faiano è popolo, i capi rioni, i giudici, gli organizzatori, gli sfidanti, i tifosi.

Certo potrei conferire i meriti di chi ha passato giorni e notti intere a creare giochi, a costruire attrezzi, regolamenti, di chi ha fatto l'arbitro, il cuoco. Ma questo è il mio racconto e voglio osservare l'evento come un miracolo di Faiano intera.

Per questo abbandono le parole a quella magia respirata nei quattro giorni di palio, con rioni trasformati in regni di colore e gioia, speranza, delusione. Con tanta gente riunificata nelle sfide, dopo anni di oblio, nel rinnovato gioco dell'incontrarsi.

Non è forse questo il merito più grande di chi ha sognato questo Palio? Non è forse questo, il merito più grande di chi ha condiviso il sogno?

Così quel confine di non realizzata quotidianità, ha vissuto una comunione di luoghi, di regole, insegnando a tutti quel principio che si traduce nella teoria del gioco, dove tutti, unendosi nelle proprie differenze, massimizzano il proprio interesse.

L'interesse è il conoscersi, rispettarsi, confrontarsi nella dimensione del proprio spazio vitale che torna a vivere concreto, come un ambiente unico e vivo.

A Faiano non si è disputato solo l'atto di una disfida moderna, si è vissuto quel processo identitario che un tempo veniva affidato ai santi e alle processioni ed è giusto che il palio abbia terminato di mano in mano, attraverso tutti i capi rione, quella sua corsa frenetica verso i vincitori, proprio nell'oratorio da dove altri uomini, quaranta anni fa, avevano sognato un altro palio, mossi dallo stesso principio di comunità.

Poco importa dunque, sommare vittorie e podi, ripartiamo dalla gioia degli ultimi (nella foto copertina) perchè basta la felicità di quei volti a spiegare cosa è stato il Palio di Faiano e cosa sarà l'attesa per quello prossimo.

 

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La caccia al tesoro -

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La prima giornata di giochi - 

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Ivan Romano

Foto Ivan Romano

 

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