Essere umano seguendo la costituzione italiana

 

 

Salerno via Paolo De Granita: si chiama Franco ha 25 anni è nigeriano. Di propria iniziativa tiene pulita la strada con il proposito di sentirsi utile alla città. Non chiede elemosina ma solo un piccolo contributo.

Potrebbe essere questo il titolo della vita di Franco, non è certo il caso unico a fare notizia. C'è piuttosto da aprire una serie di valutazioni sul fallimento dell'accoglienza in Italia.

Le ragioni umanitarie dell'apertura dei confini non si discutono, se non altro per gli interessi economici italiani ed occidentali consumati nella maggior parte dei paesi da cui si scappa per vivere e lavorare.

Ma che il traffico di vite, sia un mercato a buon rendere non può spingere a chiudere le frontiere, innanzitutto perchè abbandonato a se stesso, il problema della migrazione di milioni di uomini, donne e famiglie, non si risolverebbe.

Le nazioni unite parlano di potenziali 20 milioni di profughi entro il 2050, soltanto per gli effetti dei cambiamenti climatici, gli stessi rapporti affrontano il tema della siccità, in Italia si perderà circa l'80% di risorse idriche entro lo stesso anno.

Verrebbe spontaneo parlare di "allora prima gli Italiani" eppure si sbaglierebbe ancora e ancora una volta trascurando la portata storica delle vicende che stiamo vivendo.

Franco spala la strada, tiene pulito un pezzetto di via Paolo De Granita e lo fa ad un passo dalle scritte di Casa Pound, certo questo non fa di lui un eroe, eppure basta a farci pensare.

Cosa ci accomuna? JFK rispose durante ad un famosissimo discorso, pochi mesi prima dell'attentato di Dallas, che tutti abitiamo un piccolo pianeta e tutti hanno a cuore i propri figli.

Forse è il tempo di prendere esempio da Franco e cominciare a risolvere le cause senza affidarci al mercato degli effetti.

 

Ivan Romano

Foto Pasquale Mastroroberto

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