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Abbattere i muri attraverso la conoscenza

 

 

 

Il premio Nobel alla Letteratura Bob Dylan ha scritto: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.”

E’ questo quello che caratterizza noi giovani: la speranza. Eppure le sensazioni non lasciano spazio ad ottimismi, in una fase storica in cui troppe vicende umane, scivolano nel baratro della disumanità in ogni parte del mondo.

Nel 2017 ancora combattiamo prefiggendoci lo scopo di superare le barriere della diversità, perché appunto essa ci arricchisce. Ma come si fa, quando il neo presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, la persona più potente del mondo, chiude le porte allo straniero, al figlio del terzo mondo?

Come è possibile essere accoglienti, se il paese più ricco al mondo dice no a chi cerca asilo in un luogo sicuro, ricco, per costruirsi una nuova vita? Come si fa quando chi cerca rifugio in un altro paese viene discriminato e allontanato per una differenza così banale che ci “distingue” gli uni dagli altri?

Bisogna abbattere questi muri, perché la diversità è ciò che ci arricchisce. La situazione globale va peggiorando ma questo non può far altro che accrescere il desiderio di tenere duro, rinnovare la speranza e credere in nuovi ideali, per fare la differenza e far aprire la mente a chi ha deciso di non voler capire.

E’ tutto nelle mani dei giovani e i giovani devono trovarsi pronti a cambiare e per farlo devono conoscere, informarsi, acculturarsi.

 

Carlotta Ricciardi | La Voce dei Giovani

Foto Roberto Salomone

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